Credits: Giuseppe Pappalettera / Concessione in uso a Rockol
Fedele alla propria fama di personaggio schivo e poco allineato ai canoni dello starsystem, Moby, il musicista americano di “18”, dalle pagine del suo sito web, si lancia questa volta in una dura critica nei confronti dei moderni divi del pop e del rock.
“Nei tempi d’oro del rock”, sostiene l’artista, “i musicisti si scrivevano e si arrangiavano le canzoni da soli. Sceglievano da sé le copertine dei propri dischi. Nessuno diceva loro come vestirsi e come comportarsi. Suonavano e si esibivano con assoluta arroganza e libertà. Non erano vittime del sistema ma lo cambiavano”.
“Le star di oggi, invece”, continua Moby, “sono costruite e compiacenti. Non fanno nulla sopra le righe, di loro iniziativa. I divi di oggi sono un prodotto aziendale”. Ma il guru della dance non risparmia critiche nemmeno a se stesso: “Io non sono meglio: anch’io in passato sono stato accomodante e ho cercato di compiacere le persone che contavano nel mondo musicale. Ma ho le mie ragioni, mentre non credo che loro supereranno mai la prova del tempo”.
“Nei tempi d’oro del rock”, sostiene l’artista, “i musicisti si scrivevano e si arrangiavano le canzoni da soli. Sceglievano da sé le copertine dei propri dischi. Nessuno diceva loro come vestirsi e come comportarsi. Suonavano e si esibivano con assoluta arroganza e libertà. Non erano vittime del sistema ma lo cambiavano”.
“Le star di oggi, invece”, continua Moby, “sono costruite e compiacenti. Non fanno nulla sopra le righe, di loro iniziativa. I divi di oggi sono un prodotto aziendale”. Ma il guru della dance non risparmia critiche nemmeno a se stesso: “Io non sono meglio: anch’io in passato sono stato accomodante e ho cercato di compiacere le persone che contavano nel mondo musicale. Ma ho le mie ragioni, mentre non credo che loro supereranno mai la prova del tempo”.
Schede:
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale