Credits: Marina Mazzoli / Concessione in uso a Rockol
I Nomadi, che già qualche mese fa si videro negare l’invito a suonare per il Papa a Bologna, polemizzano con Mauro Pagani, direttore artistico del Concerto del Primo Maggio. Dice infatti Beppe Carletti: “Siamo già stati in piazza San Giovanni nel 1996, e ci siamo proposti anche per questa edizione, ma non siamo stati accettati, il tutto senza motivazione. Forse non siamo abbastanza importanti, avendo venduto 200.000 dischi solo quest’anno e avendo oltre 30 anni di carriera alle spalle. Ma non vengano a dirci che i “nomi storici” hanno snobbato l’evento”. Stessa sorte per Massimo Bubola, che afferma: “La scelta dei partecipanti avviene in base a calcoli televisivi. Io non appartengo ad alcuna lobby musicale, e quindi, come già due anni fa, mi hanno “epurato”, nonostante Mauro Pagani mi avesse assicurato di fronte a testimoni che avrei fatto parte del cast. Se poi la scelta è fatta in base all’impegno civile, vorrei sapere qual è la sensibilità sociale delle canzoni di Elisa”.
Risponde Riccardo Corato, produttore esecutivo dell’evento: “Nessuna epurazione: sono state scelte dolorose dovute all’impossibilità di avere sul palco tanti artisti. La polemica sui cantautori non l’abbiamo certo cercata noi, che abbiamo voluto privilegiare la nuova musica italiana”. Gruppi nuovi, quindi: come la PFM, ex gruppo di Mauro Pagani, che chiuderà il concerto?
Risponde Riccardo Corato, produttore esecutivo dell’evento: “Nessuna epurazione: sono state scelte dolorose dovute all’impossibilità di avere sul palco tanti artisti. La polemica sui cantautori non l’abbiamo certo cercata noi, che abbiamo voluto privilegiare la nuova musica italiana”. Gruppi nuovi, quindi: come la PFM, ex gruppo di Mauro Pagani, che chiuderà il concerto?
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