Peter Gabriel: l'elogio della lentezza

Peter Gabriel: l'elogio della lentezza
Con Peter Gabriel succede anche questo: che una banale conferenza stampa si accenda con un mini- spettacolo estemporaneo. E' accaduto stamattina (martedì 17 settembre) al Pubblicità di Milano, dove l'uomo di Box si è materializzato sfruttando il “day off” incuneato tra i due concerti-evento milanesi programmati per il lancio del nuovo album “Up” (vedi news).
A scaldare l'ambiente ci pensano la voce e la tammorra di Marcello Colasurdo, frontman degli Spaccanapoli, il gruppo partenopeo in dote all'etichetta Real World che apre le date italiane del musicista inglese. Poi arriva lui, ieratico nel militaresco abito scuro e con il volto incorniciato da quella barbetta bianca che, osserva subito qualcuno, gli dona più che mai un'aria da guru laico. “Guru io? Ho la barba, è vero, ma sono ancora sprovvisto del resto della divisa” si schernisce subito Peter, lanciando quelle occhiate magnetiche e al tempo stesso imbarazzate che gli sono proprie. Fioccano le domande, con i giornalisti dei quotidiani ingordi come sempre di verità sui massimi sistemi: e Gabriel ne approfitta per dipanare ancora una volta la sua saggezza non comune, il suo sguardo acuto e singolare sulle cose del mondo. “Perché ci ho messo dieci anni a fare un disco nuovo? Mi piace guardarmi intorno, mi faccio attrarre da altre cose. E la routine disco-tour-disco per me non ha più alcun interesse”. “Perché faccio uscire 'Up' in coincidenza con la luna piena? Luna e acqua, gli elementi simbolici del disco, servono a rappresentare ciò che si muove sopra e sotto di noi e di cui spesso siamo inconsapevoli”. “Perché me ne sto nascosto dietro una tastiera, invece che al centro del palco? Devo imparare di nuovo a non avere paura delle luci della ribalta: come un animale selvatico che guardingo esce allo scoperto, alla ricerca di cibo”. Forse che la musica non sia più il primario dei suoi interessi? “Mica vero. Me ne accorgo quando vado in vacanza: passano dieci giorni e mi aggiro in cerca di un pianoforte come un tossicodipendente”.
C'è tempo e modo anche per riflessioni più profonde: sulla natura dell'uomo, l'evoluzione della specie, la psicanalisi, il rapporto tra tecnologia e società, le musiche del mondo: siamo di fronte a Peter Gabriel, mica ad una boy-band o a una band di imberbi punk rockers. “E' vero, ho fatto esperimenti sonori con le scimmie, e ho potuto verificare le loro sorprendenti capacità di apprendimento musicale: armeggiando su una tastiera, imparavano in fretta cos'è un'ottava senza che nessuno glielo insegnasse. Vuol dire che le teorie di Chomsky sul cervello umano sono delle stronzate e che la nostra specie pecca di grande presunzione quando ritiene di essere così superiore: anche questa stanza, in fondo, è popolata da primati un poco più evoluti”. “Darkness”, il pezzo iniziale del nuovo disco, esplora il tema della paura... “E' uno stato d'animo che condiziona molti dei nostri comportamenti. Ma è anche una sorgente di energia, come un serbatoio di carburante infiammabile. Se riesci a trasformarla, liberi delle forze insospettabili”. La tecnologia non rischia di accrescere le differenze tra ricchi e poveri, Nord e Sud del mondo? “Il pericolo in effetti c'è. Ma io continuo a pensare che il computer sia lo strumento più potente che abbiamo finora a disposizione per trasmettere informazione e conoscenza, gratuitamente, in ogni parte del mondo. Certo, bisogna volerlo: sono gli uomini e i governi che devono piegare le macchine a scopi socialmente utili”.
Inguaribile ottimista, Gabriel. E maestro di fair play. Che non cade nel tranello di chi, provocatoriamente, gli fa notare che Springsteen è arrivato a scoprire il canto qawwali vent'anni dopo di lui. “Bruce è al cuore della cultura americana, e il fatto che si apra ad altre forme di espressione mi fa solo piacere. Magari lo facessero tanti altri artisti contemporanei”. Non c'è verso di farlo vacillare: nessuna domanda ottiene risposte banali ed evasive. Basta avere pazienza: come nei dischi, Peter ci mette il suo tempo ad illustrare i concetti, scegliendo con cura parole, metafore ed esempi. E' ormai la cifra stilistica di un uomo che ha fatto della lentezza una virtù: mica una lezione da poco, coi tempi che (letteralmente) corrono.

Il resoconto completo della conferenza stampa di Peter Gabriel verrà pubblicato da Rockol dopodomani, giovedì 19 settembre.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.