X Factor, vince Chiara. Il commento.

X Factor, vince Chiara. Il commento.

Si è conclusa la sesta edizione di X Factor. Il vincitore è Chiara Galiazzo che ha battuto nello scontro finale Ics (secondo), Davide (terzo) e Cixi, eliminata ieri in una doppia finale. Una finale apparsa un po' troppo allungata in questa sera che ha incoronato la vincitrice annunciata fin dall'inizio.

Si ripeterà anche l'anno prossimo. I dirigenti Sky, alla conferenza stampa finale, hanno dato praticamente per certo il rinnovo. E hanno insistito molto sulla dimensione “social” del programma: per loro era la vera novità, la vera notizia di quest'anno. Senza i social su cui commentarlo, X Factor sarebbe molto più noioso. Ma rimane un talent, fatto di musica. Quindi, proviamo a fare alcuni ragionamenti sparsi sull’edizione di quest’anno.
In realtà, è stata un'edizione molto conservativa, all’insegna di “Squadra che vince non si cambia”. E' passato l'effetto sorpresa dell'anno scorso, innescato dal passaggio su Sky che ha avuto (e ha) il grande merito di mettere moltissima energia nel rilancio del format.
Quest’anno è stata una buona edizione, ma urgono rinnovamenti, pena la noia, che neanche i social riusciranno a limitare. Ci saranno, i cambiamenti - e questi cambiamenti riguarderanno sicuramente i giudici. Ma proviamo ad andare con ordine.

Il vincitore
Su Twitter girava l’hashtag (inventato da Luca De Gennaro, credo) #tantovincechiara. Vittoria strameritata, non c'è altro da dire.

I cantanti
Livello alto, certo. Una punta d’eccellenza e molta roba buona. Chiara è una spanna sopra gli altri vocalmente, ma non ha una storia, non è personaggio (o non gliel'hanno costruito). Deve/devono decidere cosa farle fare da grande, anche e soprattutto musicalmente. E’ come se avessero pensato che la sua voce bastasse. Invece la voce non basta. Ci vuole personalità...
Gli altri: bravo Ics a crescere. All’inizio sembrava “non avesse le gambe” (fosse ad esaurimento, insomma). Invece lui sì che l’han fatto crescere, l’han fatto diventare un personaggio, non solo un rapper. Cixi prima era una YouTubber (ma chi ci crede?), ora sembra un po’ una giovane vecchia (cosa fa la scelta delle canzoni...): comunque molto brava, speriamo non la abbandonino. Davide, il “Toy-boiler” (definzione crudele letta in rete) è - all’opposto di Chiara, tutta storia e poca musicalità (ed è più adatto ad un pubblico da “Amici” che a quello un po’ fighetto di X Factor - mi ci metto io per primo, sia chiaro). I Freres Chaos erano simboli di questo fighettismo (a tal proposito, leggete il buon Paolo Madeddu); potevano essere interessanti ma con quella scenata si son giocati tutto. Le Donatella eran divertenti e nulla più. Nice, checché ne dica Elio, ce la siamo già dimenticata, come gli altri.

I Giudici
“La miglior squadra di sempre”, dicono quelli di Sky. Vero? Si e no. Verissimo l’anno scorso. Quest’anno?
Morgan è sempre il migliore, quando è lucido. I suoi giudizi sono perfetti, sintetici e acuti, le sue scelte musicali memorabili. Ogni tanto esagera nell'esibire troppo la sua cultura, musicale e non. Quando non è lucido... Beh, ve lo spiega ancora Paolo Madeddu, meglio di me. Simona Ventura è Simona Ventura, come Sanremo è Sanremo. E’ lì per fare il personaggio televisivo, con il suo carisma. Ma i suoi giudizi musicali sono spesso agghiaccianti.
La grande delusione, per quello che mi riguarda, è Elio. Come musicista lo amo, amo la sua ironia dissacrante. Come giudice quest’anno era rancoroso, vendicativo (soprattutto dopo l’esclusione di Nice), poco ironico, poco lucido (ma come si fa a dire che "You do something to me" di Paul Weller è una canzone banale?). Non ne aveva più voglia, si vede. Arisa ha avuto una buona intuizione musicale: puntare sulla stranezza dei gruppi vocali (quando cambiamo questa categoria? In Italia è inutile, lo diciamo tutti da anni). Poi ha sbroccato. Che fosse il vaso di coccio tra i vasi di ferro lo sapevamo e lo sapeva anche lei. Però quella scenata sarà difficile da dimenticare. Il gelo nei sui confronti alla fine era imbarazzante.
Non verrà richiamata l’anno prossimo, poco ma sicuro. Elio probabilmente non vorrà tornare. Rimarrà la Ventura, faranno carte false per tenere Morgan (che ha detto più volte di voler abbandonare il programma). Ma, come sosteneva il collega Luca Dondoni in conferenza stampa, fuori c’è la fila di artisti che vogliono fare i giudici di X Factor. Quindi...

Le canzoni
Il primo ascolto degli inediti lascia molti dubbi, il secondo un po' di meno. "Autostima di prima mattina" mi sembrava imbarazzante (invece ora la trovo divertente). "Due respiri" è una buona canzone resa migliore da Chiara (che con l'italiano non graffia come con l'inglese, però). "100000 parole d'amore" è appiccicosa come un chewing gum (che per molti è un pregio). Comunque qua giocheranno un bel po’ di cose. Meglio sulle assegnazioni delle canzoni, quasi sempre di buon livello - anche se è qui che il fighettismo di X Factor impera. Con scelte da “salto dello squalo” di fighettismo estremo - la versione drum ‘n’ bass di Lucio Dalla se la potevano pure risparmiare (si è salvato solo Ics, con "Come è profondo il mare").

Messa in scena e regia 
Un discorso a parte meritano le messe in scena di Luca Tommassini. Qua di salti dello squalo ce ne sono stati parecchi - spesso la coreografia ammazzava la canzone e il cantante, e non va bene. Ok, è un programma televisivo, ma i protagonisti sono i ragazzi, non Tommassini. Unica eccezione per alcune messe in scena su Ics, che hanno saputo valorizzarlo, minimizzandone i limiti vocali. Altra nota a parte per la regia: quando smetteremo di pensare che sia gggggiovane (con cinque “g”) fare un po’ di stacchi veloci, ralenty e split screen, quelle cose che andavano di moda nei videoclip di 20 anni fa?
 

E se già sentite la mancanza di X Factor, state tranquilli. Tra poco arriva #Sanremo....

(Gianni Sibilla)

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