Giorgio Canali: 'Il mio rock, tra Céline e gli impressionisti'

Giorgio Canali: 'Il mio rock, tra Céline e gli impressionisti'

"Sono un chitarrista relativamente 'giovane', nonostante i miei 44 anni, ed ho molta voglia di imparare e sperimentare: per questo nel mio nuovo album ho usato molte soluzioni poco convenzionali, come l'e-bow (magnete da applicare alle corde della chitarra per prolungare le note all'infinito), ad esempio": fa un po' impressione sentirsi dire queste cose da Giorgio Canali, che oltre ai suoi 44 anni ha sulle spalle un gran pezzo di storia del rock italiano (C.

S.I. prima e P.G.R. oggi, oltre a svariate esperienze come solista e produttore), oggi a Milano per promuovere il suo nuovo disco, pubblicato in questi giorni dall'etichetta indipendente Gammapop, "Rossofuoco". Un album, questo, che assortisce le sperimentazioni sulle sei corde alle quali Giorgio ci ha abituati in questi ultimi anni a dei testi profondi e poetici, che rimandano tanto a Brassen quanto al compianto Fabrizio De André: "Mi piace più leggere che ascoltare", ci confessa in effetti Canali, "Di conseguenza, trovo naturale che le mie passioni letterarie 'esplodano' nelle mie creazioni. Come riferimenti, potrei citare Louis-Ferdinad Céline, specie per la sua espressività linguistica, la sua capacità di raccontare e la sua disillusione. Poi, certo, anche la grande tradizione cantautorale, che ha avuto in Brassen, Vian e De André i suoi massimi esponenti. Senza dimenticare i pittori impressionisti, molto simili a me nel fissare 'a caldo' le idee e le sensazioni". Tuttavia, l'atteggiamento di Canali pare sia rimasto assolutamente rock, nonostante queste illustri e colte influenze: "Abbiamo composto questo disco suonando insieme, in sala prove: partendo da miei spunti armonici e melodici, siamo arrivati a scrivere i pezzi come una band vera e propria. Questo ha dato ai brani un'energia notevole, che mi stupisce ancora adesso quando ascolto il cd". Lecito, quindi, aspettarsi un concerto dirompente: "Recentemente abbiamo passato 10 giorni in studio per prepare il live set: sarà un qualcosa di molto simile eppure molto differente rispetto al disco. Avremo il tempo di rodare le soluzioni che abbiamo studiato durante qualche concerto all'aperto che terremo quest'estate, in attesa che parta, il prossimo autunno, la nostra tournée vera e propria nei club". Perché, ci spiega Giorgio, divertito: "Siamo un gruppo rock, dopotutto, e ci piace la birra.".



La trascrizione completa della chiacchierata intrattenuta con Giorgio Canali sarà pubblicata da Rockol prossimamente nella sezione interviste.
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