Mika, 'The origin of love': 'Quella linea sottile tra la salvezza e il pericolo'

Mika, 'The origin of love': 'Quella linea sottile tra la salvezza e il pericolo'

Si intitola “The origin of love” la terza fatica in studio di Mika, in tutti i negozi dal 25 settembre.

Il disco, composto da quattordici pezzi nella versione standard, è “frutto di una liberazione personale fortemente voluta. Lo sento totalmente mio, traccia per traccia, emozione per emozione”, come racconta il cantautore di origine libanese in occasione della presentazione del suo nuovo lavoro. Il disco è anticipato dal brano “Celebrate”, nel quale canta Pharrell Williams, ed è stato prodotto da nomi come Nick Littlemore(Empire Of The Sun), Benny Benassi e William Orbit. Rockol ha incontrato Mika per parlare con lui delle nuove canzoni, dei suoi progetti artistici e degli imminenti live nel nostro Paese. “Ho scelto di intitolare il disco ‘The origin of love’ proprio perché è un concetto che ti fa porre delle domande. Qual è l’origine dell’amore? In realtà per ognuno la risposta è diversa. Io parto dalla mia personale concezione dell’amore. Un concetto moderno, multi-sfaccettato. Le canzoni sono un percorso nell’amore contemporaneo, fatto di grandi gioie e di sconfitte. La mia visione è quella di un ragazzo di ventinove anni che si confronta con la vita. Nei pezzi parlo di quell’energia che provi quando ti piace qualcuno, delle pazzie che fai per conquistarlo. E’ un disco ricco di contrasti, tanta è la gioia quanto è il dolore, la depressione. Amare è un po’ come viaggiare sulla linea sottile che sta tra la salvezza e il pericolo. Devo dire che con questo album mi sono davvero messo in gioco, senza paure. La musica mi ha dato il coraggio di esprimere me stesso senza alcun timore. Certamente le canzoni sono ispirate alla mia condizione sentimentale attuale: ciò che provo, la felicità di amare è stato il motore di questo disco, non lo nego”, racconta Mika. “Per questo album ho voluto creare un collettivo di artisti per lavorare insieme alle canzoni. Per il primo disco ero circondato da musicisti, non avevo paura di nulla perché sapevo di essere in ottime mani; il secondo album ho voluto realizzarlo da solo, mi sono isolato e non è stato un bene. Per questo nuovo lavoro mi sono circondato di persone con cui condividere idee e musica. Tra i collaboratori, ad esempio, ho fortemente voluto Benny Benassi, con cui ho scritto ‘Stardust’. Benny ha fatto un lavoro eccezionale, ha creato qualcosa di assolutamente pop. Altra bellissima esperienza è stata lavorare con Nick Littlemore, un artista poliedrico e capace di tirare fuori il meglio da chi gli sta accanto. Non ho voluto cavalcare il filone dance o fare qualcosa che fosse ‘di moda’. Ho lavorato con persone con cui ho potuto confrontarmi liberamente, a prescindere da chi fossero. Si sono messi tutti a disposizione per creare un team di lavoro. Per me è stato importante, non esiste più la condivisione nella scena pop: gli artisti viaggiano come entità separate, il concetto di comunità pop si sta man mano sgretolando”, sostiene il cantante. .
Il disco è accompagnato da alcuni cortometraggi creati per i brani “Origin of love” e “Make you happy”, ai quali ha lavorato lo stesso Mika: “Comporre canzoni è un po’ come scrivere una sceneggiatura. Le immagini sono così vivide nella mente che un brano ti appare in testa come un vero e proprio film. Le storie erano talmente mie che è stato facile spiegare a chi ha collaborato con me cosa avrei voluto realizzare. Ho lavorato in maniera indipendente dalla label, contattando alcuni registi via Facebook o Twitter. I cortometraggi realizzati sono low budget, ho voluto concentrarmi sulla componente emotiva delle immagini, tralasciando effetti speciali o abbellimenti vari”, prosegue Mika.
“Per tutti i miei lavori non ho mai voluto seguire format specifici”, racconta ancora l’artista, “forse è per questo che sono stato definito un ‘artista difficile’. Più che difficile, mi sento un ‘rollercoaster artist’, seguo l’onda delle mie emozioni. Scrivo melodie pop utilizzando un approccio indie, ha sempre funzionato così per me”.
Nell’edizione deluxe di “The origin of love” Mika canta alcune strofe di “Origin of love” e “Stardust” in italiano: “Perché proprio in italiano? Perché suonava bene e volevo che certi concetti di questi due pezzi fossero ben chiari. All’inizio ho voluto provare col francese, ma con l’italiano è stata tutta un’altra musica”, conclude il cantante. Mika sarà in Italia per due date del suo tour: il 9 novembre si esibirà al Teatro Geox di Padova e il 10 novembre sarà all’Atlantico Live di Roma

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