Sanremo, i commenti (poco musicali) del giorno dopo

Numeri e ancora numeri, alla faccia delle canzoni: 15.983.000 spettatori, share del 59.95 per cento nella prima parte della serata, un picco di oltre 20 milioni per Roberto Benigni. Questi i dati della serata finale del Festival.
Dopo i numeri, le autocelebrazioni: alla conferenza stampa di Domenica 10 marzo si sprecano i complimenti incrociati tra gli artefici del Festival. Agostino Saccà, direttore di rete di Raiuno apprezza “da ascoltatore comune e non da intenditore” le canzoni in gara e si dice soddisfatto, plaudendo a Mino Reitano come ad Alexia (“potrebbe essere il Gianburrasca del 2003-2004”). Poi si lancia in una grande e lunga predica, un megaspot autocelebrativo in vista della riconferma (o della promozione a direttore generale della Rai) che Baudo, seduto accanto, osserva corrucciato e perplesso.
Bissolotti, assessore del Comune di Sanremo, definisce il Festival il più bello degli ultimi sette anni, ringrazia tutti e premia Saccà. Franco Bixio dell'AFI (Associazione Fonografici Italiani) ringrazia a nome della discografia indipendente. Baudo si dice senza parole, e parla per cinque minuti filati, citando ecumenicamente colleghi, cantanti, tecnici. Definisce Daniele Silvestri "rivelazione del Festival", la canzone di Fiordaliso un sicuro successo per la SIAE ("verrà eseguita nelle sale pubbliche perché i cantanti si misureranno con l'estensione vocale richiesta dal brano"), incensa Alexia, Matia Bazar e Paoli e propone di fare un "Sanremo Top" come verifica del successo di mercato dei brani. Il sondaggista Piepoli cita un'inchiesta fatta dal suo istituo CIRM, dalla quale si evincerebbe che il pubblico giudica le canzoni migliori o comunque non peggiori dell'anno scorso.
Insomma: tutti contenti, tutti felici. Almeno fino al prossimo anno.
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