Comunicato stampa: Paz!

Comunicato stampa: Paz!
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Paz!
Presentazione del film di Renato De Maria e della colonna sonora originale Martedì 19 febbraio alle 18.00 alla Fnac
Martedì 19 febbraio, alle ore 18.00, presso il Forum Fnac di via Torino, presentazione del film "Paz!" di Renato De Maria, tratto dai fumetti di Andrea Pazienza, Mikado distribuzione, e della colonna sonora originale edita da NuN Entertainment.
Saranno presenti il regista, Renato De Maria, gli attori Claudio Santamaria, Flavio Pistilli e Max Mazzotta e i musicisti Riccardo Sinigallia, Francesco Zampaglione, Giovanni Lindo Ferretti e Gianni Maroccolo.
Il film che uscirà nelle sale il giovedì 21 febbraio, verrà presentato in anteprima, martedì 19 febbraio alle ore 21 presso il cinema Eliseo di via Torino. Presso il Banco Informazioni della Fnac di via Torino, a partire da venerdì 15 febbraio, sono a disposizione del pubblico 100 inviti per due persone per assistere alla proiezione.
www.pazilfilm.it


PAZ!
La Colonna Sonora
“Ora che vivo in campagna
i ragazzi di qui mi chiamano
“vecchio Paz” e, faccio per dire,
ho 29 anni”
Andrea Pazienza, 1986
Lucio Dalla con Tiromancino, Riccardo Sinigallia, Giovanni Lindo Ferretti, Gianni Maroccolo, Giorgio Canali, Francesco Magnelli, Ginevra Di Marco, Ustmamò, DJ Sensei (aka Ice One), Shandon, Skiantos, Polina, Area e Gaznevada sono gli artisti che partecipano alla colonna sonora di PAZ!: un cast artistico d’eccezione per la colonna sonora del film dedicato a un personaggio unico dell’arte e della cultura italiana: Andrea Pazienza.

C’era una volta Bologna, e c’era una volta Andrea Pazienza.

Era la fine degli anni ’70, erano gli anni del “movimento”, gli anni in cui Andrea Pazienza – artista, fumettaro, comunista inquieto e in colpa – illustrava con le sue tavole i fermenti giovanili e la rivoluzione culturale che avrebbe cambiato per sempre la faccia del nostro Paese. I tic, il gergo, l’abbigliamento, le passioni, le ambiguità, gli stati d’animo dei suoi coetanei erano il suo pane quotidiano. Fu il primo a fare dei suoi coetanei, dei suoi alter ego, dei protagonisti culturali. A molte di quelle voci, a molte di quelle facce, a molti di quei sogni e a molte di quelle idee – e utopie - Pazienza diede vita d’inchiostro su carta, finendo spesso per essere profetico. Se ne scusò, anche, e diverse volte, anima di fumettaro a disagio per la propria (in)coscienza politica, dicendo che lui no, non se lo sarebbe mai immaginato che quello che disegnava sarebbe successo. Lui disegnava, e basta. E i disegni, insieme alle sue tante parole, dette, raccontate, raccolte, sono quello che ancora oggi, a oltre 10 anni dalla sua morte, rimane a raccontare quel mondo, e a collegarlo a quello – per molti versi immutato – di oggi. Si dirà che nel frattempo è cambiato tutto. E’ vero. Ma una cosa, forse, non è cambiata. Ed è l’attitudine, il gene della gioventù così bene illustrato da Pazienza nelle sue tavole, nelle sue storie. E nei suoi personaggi. Talmente perfetti e incoscienti da non poter resistere al richiamo del cinema. Zanardi, Colasanti, Petrilli, Penthotal, Fiabeschi; un passo avanti. Andrea Pazienza era nella vita personaggio almeno quanto loro: curioso, geniale, eccentrico, torrenziale, timido e irrefrenabile, Andrea Pazienza è artista rock per opere e biografia. Sono impregnate di musica le sue opere, il ritmo dei fumetti, i colori scelti per le illustrazioni, gli stati d’animo. Eppure il suo rapporto con la musica non emerge prepotente all’interno della sua opera: «Con la musica, spesso ci lavorava», dice Luca Ribuoli, assistente del regista Renato De Maria nella realizzazione del film. «Ascoltava Lucio Battisti, soprattutto quello recente, quello di “Don Giovanni”, e poi Mina, Pat Metheny, Talking Heads….” Gusti particolari, musica differente da quella che invece a volte affiora dai suoi fumetti: «Battisti, Residents, Skiantos, Gaznevada…Citava quelli che gli piacevano», dice ancora Ribuoli.


Il film di Renato De Maria intreccia storie e personaggi di Pazienza nella Bologna di allora, quella della contestazione studentesca, del DAMS occupato, delle barricate e degli scontri con la polizia. Tutto è fedele rappresentazione del mondo di Pazienza, anche la musica, se ci pensate bene. Con qualche doverosa precisazione. Tutto parte dal binomio di cui parlavamo sopra: Andrea Pazienza e la sua Bologna. La Bologna in cui, una volta tanto, immaginario collettivo e realtà storica coincidevano. La Bologna in cui si formava Giovanni Lindo Ferretti, in cui impazzavano gli Skiantos, i Windopen, i Gaznevada, in cui suonavano gli Area, e in cui viveva, cantautore già affermato, Lucio Dalla ai tempi di “Com’è profondo il mare”. La Bologna che, anni dopo, avrebbe regalato i suoi sogni al punk montanaro degli Ustmamò e a quello valligiano degli Shandon, le proprie inquietudini notturne a Riccardo Sinigallia, Tiromancino, DJ Sensei, i Polina. E’ grazie a questo legame che le canzoni scelte per “Paz!” diventano anche un filo conduttore tra la musica di Bologna e del “movimento” del ’77 alla musica e i gruppi di oggi, mescolando brani originali a composizioni e collaborazioni inedite.
C’era un epoca da raccontare. Tuttavia c’era la volontà di essere moderni. Ci siamo avvalsi della consulenza di Gino Castaldo che era nel movimento musicale di della Bologna di quegli anni ed è uno dei più importanti punti di riferimento della critica musicale dell’ Italia di oggi. Il personaggio giusto per la colonna sonora era Riccardo Sinigallia, che arrivava da una serie di successi “pop” come autore / produttore artistico / arrangiatore, e voleva dare una sterzata alla sua esperienza. Ferretti è arrivato come attore. De Maria ed io gli abbiamo proposto una battuta che ci sembrava adatta e lui ha detto di si. Per il brano invece ha voluto un po’ di tempo. Mi ha detto: “Devo ripensare agli anni settanta.”
Ecco, nel dettaglio, i brani che compongono la colonna sonora di PAZ!
“Settanta” dei P.G.R. (PER GRAZIA RICEVUTA ossia Ferretti-Maroccolo-Magnelli-Canali-DiMarco): una sorta di filastrocca incendiaria che rimanda alle atmosfere di “Linea gotica”, raccontando al tempo stesso con grande suggestione il presente musicale del gruppo.
“Com’è profondo il mare” di Lucio Dalla & Tiromancino, impegnati in una rivisitazione a dir poco straordinaria di un classico della musica italiana, una canzone moderna e per molti versi profetica come sanno essere le migliori scritte da Lucio Dalla.

“Io sto bene”, brano indimenticabile dei CCCP, registrata dagli Ustmamò in uno strepitoso stato di forma con la partecipazione di Giovanni Lindo Ferretti, già cantante dei CCCP.
“Feel the flow” e “Every moment of the day” di DJ Sensei (pseudonimo dietro il quale si cela uno dei migliori dj italiani, Ice One) fortemente caratterizzati da una vibra metropolitana.
“Io sono Dio” e “Pezzo d’amore” di Riccardo Sinigallia, che dopo anni passati al lavoro su produzioni altrui (da Fabi ai Tiromancino) debutta in proprio, a conferma di una grande originalità compositiva ed espressiva.
“Sei in banana dura”, brano già dei Windopen reinterpretato dagli Shandon, gruppo che più di ogni altro sembra aver raccolto il testimone del movimento punk italiano in voga alla fine degli anni ’70.
“Timida mi ti do” dei Polina segna l’affacciarsi alla ribalta di uno dei più importanti gruppi italiani, in grado di coniugare dance, dub, drum’n’bass, jungle in una mescola unica e altamente sofisticata che lega Napoli, loro città di provenienza, ai migliori scenari musicali internazionali.

Per chiudere 3 bonus tracks: “Eptadone” degli Skiantos, “Vodka Cola” degli Area e “Japanese girl” dei Gaznevada, veri monumenti in musica, che fanno parte, a diverso titolo, della cultura musicale in cui si muoveva Andrea Pazienza.

Dicevamo poco sopra dell’importanza dei disegni di Andrea Pazienza, e al tempo stesso, delle sue parole.

Alcune sono finite anche nella colonna sonora del film, a inframezzare le canzoni: sono dei testi di Andrea Pazienza contenuti nel film e straordinariamente musicati da Riccardo Sinigallia, Francesco Zampaglione e Memè. E anche questi, come del resto il film, illustrano la personalità unica di Andrea Pazienza, che di sé scrisse, in una postilla a “Gli ultimi giorni di Pompeo”: “Di me volendo si può dire tutto il male che si vuole, però tante di quelle cose non sono vere. Capisco viceversa la delusione di qualcuno quando si è accorto che il fumet taro per cui tifava altri non era che il fesso di cui sopra. Ora, naturalmente, che son fesso me lo posso dire io da solo, perché sono sempre in grado di stracciare il novanta per cento dei vostri. Però (di però ce ne possono essere i pacchi), non ho mai pensato al soldo, mentre disegnavo, casomai subito prima, o subito dopo, mai durante. Voglio dire che alla fine ho sempre fatto quel che ho voluto, senza badare acché ‘ste cose si potessero poi rivendere di su o di giù”.


Andrea Pazienza e Bologna, ieri come oggi. E, oggi come ieri, grazie PAZ!
PAZ!: il disco sarà nei negozi il 31 gennaio 2002 su etichetta NuN Entertainment (distribuzione edel).
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