I Subsonica rispondono al post 'anti-movida' di Beppe Grillo

I Subsonica rispondono al post 'anti-movida' di Beppe Grillo

"I ragazzi di mezza Italia, quelli che una volta vedevano Bologna come città ideale per qualità degli studi, del costo della vita, stimoli, relazioni, opportunità, oggi vengono a studiare e a vivere a Torino. Anche perché nella città notturna ci si incontra, ci si sfoga, ci si diverte, e contrariamente a quanto afferma qualsiasi benpensante, si cresce", queste e molte altre sono state le parole usate dai Subsonica in risposta alle polemiche che recentemente si sono accese intorno alla movida notturna di alcune città italiane.

Più nello specifico, la formazione torinese ha indirizzato il suo lungo post a Beppe Grillo il quale, lo scorso 27 luglio, ha ospitato sul suo blog un intervento ripreso da "MilanosmarritaTv", apertamente schierato contro il mondo della notte: "la movida è diventata un fenomeno delinquenziale, ma la lobby dei locatari ha decretato che il chupito e gli alcolici debbano essere l'unico motore economico della città" si legge sul sito del comico e attivista politico genovese, e ancora: "a Parma, il sindaco Pizzarotti ha presentato subito un'ordinanza per vietare dopo le 21 la vendita e la somministrazione di alcolici fuori dai locali, come succede in tutte le città del mondo. Questo provvedimento, logico e di buon senso, serve per tutelare i residenti del centro storico condannati all'insonnia e a difendere i ragazzi dall'alcolismo. Ma tutela anche i locali, che possono tenere aperti i loro ritrovi, nel rispetto delle regole. E sviluppa il turismo. Nessun coprifuoco, dunque".
Non è dello stesso avviso Max Casacci che, nella sua risposta al padre del Movimento Cinque Stelle ha fatto esplicito riferimento alle recenti sospensioni dei concerti, in programma per l'estate della città di Bologna. Il cantante piemtonese infatti spiega che questi provvedimenti "distruggono il cuore pulsante della città. Una città nella quale di notte, anche in centro, oggi, non ci si muove sicuri. Perché i locali, sono anche presidi naturali, di vita , di vigilanza attiva. Bologna è la città nella quale gli ex frikkettoni anni'70, affascinati dal quartiere così vivo e radicalmente chick delle osterie di Via del Pratello dell'era Guccini, hanno comprato casa. E sono gli stessi che oggi telefonano le proprie lamentele direttamente in consiglio comunale, protestano per il volume della musica nei locali. Che suona ormai fragoroso come il livello della filodiffusione dal dentista". "Prima di esprimere le tue opinioni sulla qualità o sulla opportunità di una vita notturna nelle città , forse dovresti interpellare i ragazzi che in quelle città vivono", conclude Max.

 

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