Dopo 42 settimane trascorse in classifica, “Just enough education to perform” degli Stereophonics riesce ancora a stupire. Il disco del trio gallese infatti agguanta di nuovo il primo posto, soffiandolo a “Swing when you’re winning” di Robbie Williams, quest’ultimo uscito con gran pompa e, specialmente, sole dieci settimane fa. In terza posizione, in ascesa, c’è “Read my lips” di Sophie Ellis-Bextor, nuova femme fatale del pop scintillante ed ex componente dei dimenticati theaudience. Al quarto posto il sempreverde “No angel” di Dido. Al quinto, in bruciante risalita dal ventiduesimo, l’omonimo album di Aaliyah. Cala al 6 “Harry’s bar” del cantante da pub Gordon Haskell, in emersione rapida al 7 “Pain is love” del rapper Ja Rule, stabile all’8 “Small world big band” di Jools Holland, perde qualcosina ed è al nono “All killer no filler” dei Sum 41, entra al decimo la colonna sonora de “Il signore degli anelli”. Curiosità: al numero 40 c’è “Urban hymns” dei Verve, giunto a 189 settimane in classifica, ed al 45 c’è “Come on over” di Shania Twain, dentro da ben 196 settimane. Per quanto riguarda i singoli, come anticipato da Rockol al vertice va a piazzarsi “Hero” di Enrique Iglesias, che spodesta dal trono la ripubblicazione di “My sweet Lord” di George Harrison. Piazza d’onore per “Caught in the middle” degli a1, numero 3 per Pink con la sua “Get the party started”. “My sweet Lord” è quarta, debutta sul quinto scalino “Overprotected” di Britney Spears, esordisce sul sesto “Always on time” di Ja Rule. Entra basso (22) “Cherry lips”, il nuovo dei Garbage, e crolla (dall’8 al 23) “Star guitar” dei Chemical Brothers.
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