Tremate: il Wu-Tang Clan è tornato

Tremate: il Wu-Tang Clan è tornato
Uscirà nei negozi italiani il prossimo 11 gennaio 2002 (Rockol vi proporrà la recensione) l’atteso quarto album del collettivo hip hop newyorchese noto con il nome di Wu-Tang Clan. “Wu-tang iron flag” farà il suo ingresso nel mercato statunitense tra pochi giorni, esattamente il 18 dicembre, e di certo guadagnerà da subito le vette delle classifiche di vendita. Un segno, questo, della grande attenzione del pubblico nei confronti della band capitanata da RZA, la quale, con questa nuova fatica in studio, si ripropone in una veste che sottolinea (qualora fosse necessario) il suo indiscutibile carisma nel panorama hip hop d’oltreoceano.
"Wu-Tang Iron Flag" si apre con “In the hood”, una canzone dove echeggiano colpi di pistola, sirene di polizia e vigili del fuoco, urla e mitragliatori, evidenziando che i tempi, nel ghetto, non sono ancora cambiati in positivo. Di qui in poi, l’approccio del gruppo appare d’ampio respiro, meno crudo e più alla ricerca di suoni facili da memorizzare, ma non per questo, meno efficaci. “Rules” e “Soul power” sono le tracce che imboccano questa strada, trascinanti nel loro groove, con, rispettivamente, Method Man e Flavor Flav in grande evidenza. Proprio Flav, già frontman dei Public Enemy, si produce in una sorta di citazione della storica “Fight the power”, facendo muovere le sue rime in una atmosfera “jazz-funk”, sottolineando l’importanza del “soul power” in “U know how we do, for you and your crew, representin’ the Wu”. Questo tipo d’atmosfera si mantiene almeno fino a “One of these days” (che richiama in un certo senso l’”ultimo” Moby), poi si giunge all’essenza del Wu-Tang Clan: schietti, diretti, senza fronzoli o ammiccamenti pop.
Tra gli altri elementi da segnalare, c’è la produzione dei Trackmasters in “Back in the game”, con la partecipazione di Ron Isley degli Isley Brothers e “Dashing”, che, forse volutamente, gioca con le popolari note del classico di Natale “Jingle bell”.
Questi Wu-Tang Clan sono orfani del controverso Ol’Dirty Bastard, ma dimostrano di sapersela cavare alla grande anche senza di lui. Di sicuro, “Iron flag”, propone una prova soddisfacente da parte del gruppo (del quale fa parte anche Rza, Ghostface Killah, Raekwon, Inspectah Deck, Masta Killa, U-God, Gza), dimostrando di poter mantenere il rispetto che si è guadagnato negli anni.
Ecco la tracklist:
“In the hood”
”Rules”
Chrome wheels
”Soul power (black jungle)”
”Uzi (pinky ring)”
One of these days
”Ya’ll been warned”
”Babies”
”Radioactive (four assassins)”
Back in the game”
”Iron flag”
”Dashing (reasons)”
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