Sanremo, ultimo incontro in sala stampa

Facce stanche ma più distese: il Festival è finito, e aggiungiamo “finalmente”. L’organizzazione festeggia il successo quantitativo (in termini di audience e share) e forse anche qualitativo dello spettacolo televisivo connesso al Festival.
Una noiosa e trionfalistica dichiarazione del direttore di Rai Uno Agostino Saccà (“Festival rivoluzionario”: ma guarda…) ha aperto la conferenza stampa; anche l’assessore sanremese Bissolotti non ha voluto farci mancare una propria dichiarazione.
Ernesto Assante (“Repubblica”) parla di musica, e di spettacoli musicali: e chiede a Saccà lumi sui progetti di Rai Uno in tema. Ottiene un risposta politicamente fumosa: «Abbiamo deciso di investire in musica».< br> Federico Vacalepre (“Il Mattino”) esprime le perplessità di tutti noi Aristonauti sulle votazioni della giuria cosiddetta di qualità. Risponde (anzi, non risponde) Saccà: «Qualunque cosa dicessi su questo argomento sbaglierei».
Gigio Rancilio (“Avvenire”) chiede maggiori dettagli sul progetto per il prossimo Festival: ancora Saccà insiste sulla volontà di coinvolgere “i cantautori” nel prossimo Festival.
(Osserviamo che “i cantautori” sembra essere la parola magica, la panacea, l’elisir salvifico per il Festival del Duemila: non si capisce ancora chi siano questi mitici “cantautori”, e perché i numerosi cantautori già presenti quest’anno non si risentano per essere esclusi dal novero dei “salvatori della Patria”)
Sandro Bugialli (“La Nazione”) si rincresce per l’insistenza sul concetto di varietà televisivo, che mette decisamente in secondo piano il concetto di Festival della Canzone, e chiede se l’edizione del 2000 dovrà essere un varietà o uno spettacolo musicale. Non ottiene risposta precisa.
Maria Novella Oppo (“Unità”) rivendica a Rai Tre i meriti per l’ideazione di una formula televisiva che è stata cooptata oggi da Rai Uno: Saccà spiega che è tutto merito suo, dice di essere stato il primo a credere in Fabio Fazio e così ci fa tornare alla mente il più classico Pippo Baudo («Fazio? L’ho inventato io!»).
Ancora Rancilio tocca un tema nevralgico, quello delle vendite discografiche, e chiede cosa farà la Rai per promuovere le canzoni e i cantanti del Festival. Saccà promette: «Radio Rai martellerà parecchio, ‘Domenica In’ farà lo stesso, ‘Taratatà’ pure. Ci sarà su Rai Uno in prima serata un grande omaggio a Orietta Berti. Insomma, ci daremo da fare».
Lo vedremo. E ne riparleremo… al prossimo Festival di Sanremo.
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