Il "New Musical Express" è stato costretto a rimangiarsi quanto affermato a fine 2007 sul conto di Morrissey. Finalmente riuscito ad ottenere un'intervista dall'ex Smiths, dopo anni di rapporti freddissimi se non inesistenti in seguito ad un precedente pesante servizio scaturito dopo il suo concerto al Finsbury Park di Londra nel 1992, l'NME aveva parlato col Mozzer nel novembre 2007. E, come era accaduto quindici anni prima, dandogli del razzista. L'intervistatore, provocando il cantante, aveva cercato più d'una volta di fargli esprimere concetti controversi. Alla fine, anche perché l'artista di Manchester fondamentalmente ama le affermazioni controverse, ne era uscito un servizio fortemente negativo in cui il cantante veniva dipinto come una sorta di fascistoide razzista. Da notare che, poco dopo l'incidente, Morrissey donò 100.000 euro alla manifestazione antirazzista "Love Music Hate Racism". La denuncia del vocalist ha avuto effetto solo ora. Probabilmente di fronte alla possibilità di dover esborsare una forte somma, lo storico settimanale musicale britannico è stato costretto a fare macchina indietro. "Nel dicembre 2007 pubblicammo un articolo intitolato 'Morrissey: big mouth strikes again'", recita il mea culpa dell'NME. "In seguito a ciò, Morrissey iniziò a procedere legalmente contro di noi per diffamazione. Ritenne che l'articolo fosse stato formulato in maniera da farlo sembrare reazionario. Vogliamo specificare che non crediamo che egli sia razzista, e ci scusiamo con Morrissey".
Morrissey, che pochi giorni fa ha compiuto 53 anni, recentemente ha lasciato intendere che, dopo "aver scoperto di essere invecchiato molto velocemente nel corso degli ultimi anni", potrebbe ritirarsi attorno ai 55 anni.