The Observer 2012: l'intervista ai Black Eyed Dog

Siamo arrivati all’ultimo appuntamento di Rockol The Observer con la musica dei Black Eyed Dog, e per chiudere in bellezza abbiamo scambiato quattro chiacchiere con la colonna portate della band, Fabio Parrinello, cantautore nato a Varese e trasferitosi in Sicilia che dopo due album da solista ha pubblicato l’ultima fatica in studio avvalendosi della preziosa collaborazione di Alessandro Falzone e Anna Balestrieri: “Comporre in trio porta ad una visione dell'insieme e del suono più organica”, racconta Fabio a Rockol, “Abbiamo fatto un po' di date che ci hanno permesso di conoscerci meglio sia a livello umano sia a livello musicale.

Suoniamo insieme da meno di un anno ma è stato un anno intenso e denso di avvenimenti. Rispetto a quando scrivevo da solo, è diverso. Se mi siedo al pianoforte è molto probabile che ne venga fuori una canzone o qualcosa del genere. Dopo due album basati sul binomio chitarra/voce o piano/voce, sentivo la necessita di muovermi verso altri lidi, soprattutto sentivo un grande bisogno di elettricità, di distorsioni e di dinamiche sostenute. Personalmente, un ritorno alla musica con la quale sono cresciuto”.
Il nuovo album dei Black Eyed Dog, il primo in terzetto, si intitola “Too many late nights”: “Alcuni dei pezzi li portavo in giro da un po' in veste solista, poi con l'avvento di Alessandro e Anna e di Mr Fabio Rizzo alla produzione le idee si sono evolute in quello che è diventato ‘Too many late nights’. Abbiamo iniziato a sperimentare sui brani suonandoli dal vivo, cambiandoli di continuo, aggiungendo e togliendo, fino a trovare una specie di equilibrio tra le varie parti”. Il disco che vede la produzione artistica di due produttori di fama internazionale, lo statunitense J.D. Foster e l’australiano Hugo Race: “Terminate le registrazione è iniziato il periodo di missaggio che e' stato fatto a distanza, da J.D. Foster negli Usa e da Hugo Race in Australia. E' stato un continuo mandare e rimandare versioni, confrontarci su suoni e visioni d'insieme. Non abbiamo avuto il tempo di far decantare il disco, ma ne abbiamo gustato le caratteristiche organolettiche di giorno in giorno. Più una degustazione di Beaujolais Noveau che di Chianti”.
La musica dei Black Eyed Dog, e maggiormente lo stile di Fabio, vengono spesso accostati a genere musicali portati alla ribalta da artisti come Nick Drake, Nick Cave e Tom Waits: “Da quando ho iniziato a pubblicare musica, nel 2007, sono stato accomunato ad una serie infinita di influenze e presunte tali. Waits, Cave, Banhart, Elliot Smith… Alcuni non li avevo mai ascoltati prima, altri li conoscevo e li apprezzavo. Credo che se la musica venga dal posto giusto ed abbia il necessario trasporto emotivo, non si debba guardare più di tanto alle similitudini ma a quello che trasmette. Noto che questa particolare pratica, in Italia, colpisce di più chi canta in inglese. Del fatto che il 90% di certi nuovi autori italiani scopiazza letteralmente i vari Rino Gaetano, Battisti, Tenco e De André non sembra contare molto…”.

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