Andate su Google e scrivete: Paul McCartney. La seconda voce che appare non è il suo sito personale, o quello che gli hanno dedicato i fan. E': "Leggenda della morte di Paul McCartney - Wikipedia". Si clicca e si vengono a sapere tutte le cose più interessanti da conoscere sull'argomento, cose che i beatlesiani accaniti sanno a memoria ma che per tutti gli altri costituiscono ancora spunti perlomeno curiosi. Si legge: "La leggenda della morte di Paul McCartney (talvolta citata come PID, Paul Is Dead), è una delle prime e più note teorie del complotto sul mondo del rock. La leggenda metropolitana iniziò a circolare dal 1969; la tesi era che il bassista dei Beatles fosse deceduto nel 1966 per un incidente stradale, e fosse stato sostituito da un sosia. La leggenda, che non è stata mai ufficialmente confermata e presenta oggettivamente non poche difficoltà, secondo i suoi sostenitori troverebbe le sue conferme in "messaggi in codice" nascosti nel corso degli anni dagli stessi Beatles nelle loro opere". Le "prove", strepitose nela loro fantasia, sarebbero dozzine. Si va dalla più "ovvia", la copertina di "Abbey Road" in cui Macca è il solo scalzo e fuori passo, all'interpretazione della cover di
"Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band"; in quest'ultima Sulla destra compare una bambola raffigurante l'attrice bambina Shirley Temple che ha in grembo un modellino d'auto di marca Aston Martin (l'auto che Paul avrebbe guidato il giorno dell'incidente), di color bianco e con l'interno rosso sangue. Tutto ciò per dire che, come riferisce l'"International Business Times", ieri il "Paul è morto" è riemerso. Stavolta via Twitter. Probabilmente a causa dei più giovani, o forse degli sprovveduti, la "notizia" ha avuto un effetto-domino e si è riverberata parecchio. "Ma è morto? Davvero?", hanno abboccato alcuni. Altri, più scafati: "Piantatela, non è divertente".