NEWS   |   Italia / 22/03/2012

Diego Mancino, il nuovo album: 'Ne sono innamorato'

Diego Mancino, il nuovo album: 'Ne sono innamorato'

 

Uscirà il prossimo 3 aprile il nuovo disco di Diego Mancino. Il terzo capitolo discografico dell'artista milanese si intitolerà "E' necessario" e dietro la su produzione c'è il nome di Dj Myke (già al lavoro con Fabri Fibra, Cor Veleno e The Bloody Beatroots), scelto dal cantautore per il suo essere "il più all'avanguardia dei musicisti su piazza". Sempre riferendosi al componente dei Men In Skratch, Mancino ha avuto a dire: "Lavorare con lui ha portato alla luce un nuovo senso del divertimento, mi ha portato in un territorio senza limii, in una terra inesplorata dove non ci sono fantasmi che ti sussurrano".
Con il nuovo album il musicista, autore, tra le altre cose, di celebri brani pop come "Acqua che scorre" di Daniele Silvestri, "Odio tutti i cantanti" di Noemi, "La felicità" di Nina Zilli e "La tua bellezza" di Francesco Renga, reinventa se stesso, nonché il suo modo di scrivere la musica popolare; entrando a far parte di una "crew", e conseguentemente in pieno contatto con il mondo dell'hip-hop - del quale aveva avuto un assaggio nel 2006, collaborando con Fabri Fibra al brano "Idee stupide" - Mancino ha votato la sua scrittura al minimalismo, alla velocità e alla comunicazione di messaggi attraverso brevi ma efficaci frasi. "Sono innamorato di questo disco. Le 11 canzoni di 'E' necessario' sono un manifesto poetico spedito dal futuro per insegnarci il presente, il mestiere di vivere, la lotta per l'amore, la conquista del nostro posto nel mondo", con queste parole Diego ci ha raccontato cosa sia questo "necessario" di cui parla: "Il lavoro, una casa, un posto dove stare. In questo disco parlo di istanze tutt'altro che futili. Tratto anche del passare del tempo e di come la musica e il poter comunicare dei messaggi siano la nostra rivincita al suo scorrere inesorabile".
Dopo "Cose che cambiano tutto" del 2005 e "L'evidenza" del 2008, anche i temi e il punto d'osservazione sul mondo dell'autore sono cambiati: "Nei miei lavori precedenti spesso trattavo dei sentimenti e dei miei innamoramenti. Ora so che la salvezza personale non passa più attraverso l'amore, ma dall'emancipazione da esso. Sono cambiato molto in questi anni, ho visioni e desideri diversi. Mi sono aperto al mondo e ho smesso di guardare solo al mio, piccolo e inutile. Prima avevo il timore di non aver niente da dire. Ora ho capito che anche io posso descrivere, dare giudizi e prendere la mia posizione. Questo lavoro mi rappresenta molto perché è una specie di ricostruzione di un modo nuovo di vedere le cose". Addentrandoci tra le tracce di "E' necessario" - guidati ovviamente dall'autore - ci soffermiamo su tre brani in particolare. Il primo è "Nei baci no" : "Tutti hanno un posto. Il mio è nei baci che ci diamo e lontano dal mondo. Mentre la storia dell'umanità scorre, l'atteggiamento nelle città è cupo ma rivendica il diritto di vivere i sentimenti. Vivo i baci come una piccola cosa che regala pochi minuti di intimità". Il secondo della lista è "Come dei ragazzi", nel quale i giovani vengono rappresentati come dei giganti: "La loro luce intima può essere un abbaglio o una detonazione che illumina tutto attorno. Questo brano tratta anche dei sogni come una conquista a cui tendere sempre. E dell'amicizia, spesso più importante dell'amore stesso", ci ha spiegato Diego. E infine il singolo "Colpa della musica" che apre l'intero disco e che, proprio in virtù della sua posizione dà una direzione precisa ad esso: "Traccia le coordinate di un looser, che in fondo sarei io. Gli eroi musicali spesso non finiscono nelle classifiche, eppure sono parte fondamentale del nostro mondo. Scrivendo questo pezzo mi sono immaginato una nazione fatta di tutte quelle persone che ci scegliamo e che in fondo ci rendono quello che siamo. Un nazione fatta di quelle canzoni mai ascoltate dalla massa, ma che mi hanno letteralmente forgiato".

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