La scomparsa di Lucio Dalla: la vita e i video

La scomparsa di Lucio Dalla: la vita e i video

Come tutti gli appassionati di canzone italiana ben sanno, Lucio Dalla era nato a Bologna il 4 marzo del 1943 ("4-3-1943" è il titolo di una delle sue canzoni più belle e popolari, terza classificata al  Festival di Sanremo del 1971). La sua lunga e sfaccettata carrriera si apre nei primi anni Sessanta quando inizia a suonare come clarinettista prima in una formazione jazz e poi nei Flippers, band in cui militano anche  i fratelli Bracardi, Massimo Catalano e il giornalista Fabrizio Zampa e che accompagna Edoardo Vianello in successi come "I watussi".  Al Cantagiro del 1963 il giovane Lucio incontra Gino Paoli che lo avvia alla carriera discografica, facendolo approdare presso la RCA di Roma: Dalla ha a disposizione un team che comprende lo stesso Paoli, Gianfranco Reverberi e il paroliere Sergio Bardotti ma i primi singoli, cover di brani soul e r&b americani, sono un flop.
Nel '66 è per la prima volta sul palco di Sanremo, dove canta "Paff...bum!" in coppia con gli Yardbirds di Jeff Beck siglando ufficialmente l'inizio della sua fase beat, documentata dal primo album "1999! (che esce nel '66) e dalla partecipazione al Sanremo '67 (l'anno della morte di Luigi Tenco) con "Bisogna saper perdere" in coppia con i Rokes. Intanto, le sue canzoni  e il suo stile vocale caratterizzato da uno scat nervoso mutuato dalla grande passione per il jazz cominciano a lasciare il segno: "Il cielo" vince il "Primo Premio della critica discografica" al Festival delle Rose di Roma. Nel 1970 Gianni Morandi incide la sua "Occhi di ragazza" decretandone il primo exploit come compositore; ma è a Sanremo, nel '71 e nel '72, con  "4/3/1943" e poi con "Piazza Grande", che Dalla inizia a fare breccia presso il grande pubblico. Tra il 1974 e il '76 collabora con il poeta bolognese Roberto Roversi, dando alle stampe album sperimentali, coraggiosi e di pregio come "Il giorno aveva cinque teste", "Anidride solforosa" e il concept "Automobili", che danno origine ad altrettanti spettacoli teatrali.

Nel 1977 "Com'è profondo il mare" segna il suo debutto effettivo nelle vesti di cantautore, rivelando al grande pubblico un artista riflessivo (il pezzo che intitola l'album, "Quale allegria") e scanzonato ("Disperato erotico stomp", sul tema dell'autoerotismo).





Inizia il momento di massima popolarità dell'artista bolognese, che con "Lucio Dalla" (1978) firma canzoni popolarissime come "Anna e Marco", "Stella di mare", "L'anno che verrà" e "Cosa sarà": quest'ultima è cantata in duetto con Francesco De Gregori, con cui nel 1979 pubblica "Ma come fanno i marinai" e un album live, "Banana Republic", che documenta un tour negli stadi che resterà nella storia della musica dal vivo in Italia. "Futura" (da "Dalla", 1980) chiude un periodo intensissimo e fortunato, gli album successivi cercano una nuova strada (puntando anche sull'elettronica) senza troppo successo ma è nel 1986 che Lucio mette a segno quello che molti considerano il suo capolavoro, il pop operistico di "Caruso": inclusa nel doppio live "DallAmeriCaruso" registrato durante un tour americano con gli Stadio, la canzone conoscerà una trentina di versioni diverse (prima fra tutte quella di Luciano Pavarotti) vendendo nove milioni di copie nel mondo.

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Rinfrancato da quello straordinario successo, Dalla  torna a collaborare con Gianni Morandi, realizzando con lui un doppio Lp e una tournée di grande successo. Il debutto della sua etichetta discografica Pressing, nel 1990, non potrebbe essere più felice: "Attenti al lupo",  brano danzabile e spensierato che porta la firma del pupillo Ron, traina le vendite dell'album "Cambio" facendone il best seller del suo catalogo.



Nel 1996 la collaborazione con un'altra sua giovane scoperta, Samuele Bersani, frutta  "Canzone", singolo di punta di un album, "Canzoni", che supera il milione e 300 mila copie vendute.

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Artista poliedrico e instancabile, Dalla si cimenta intanto anche con la musica classica, riproponendo  "Pierino e il lupo" di Prokofiev, che nel 1997 va in scena anche all'Auditorium di Santa Cecilia di Roma, mentre nelle due estati successive allestisce un tour con un'orchestra sinfonica diretta dal maestro Beppe D'Onghia con cui rivisita i brani più famosi del repertorio.
Il nuovo millennio lo vede lavorare in Tv  ("La bella e la besthia" con Sabrina Ferilli, su RaiUno nel 2002), fare incursioni nel cinema come attore e autore di colonne sonore,  curare gallerie d'arte (la No Code di Bologna), cimentarsi nella scrittura (con un libro di racconti intitolati "Bella Lavita") e come docente  presso l'Università di Urbino. Nel 2003 corona uno dei suoi sogni più ambiziosi realizzando un'opera inedita, "Tosca. Amore disperato", ispirata alla "Tosca" di Puccini che debutta il 23 ottobre a Roma dopo un'anteprima in settembre a Castel Sant'Angelo (nel successivo album "Lucio" un brano tratto dall'opera, "Amore disperato", viene cantato in duetto con Mina). Alla  produzione "pop" Dalla continua ad alternare concerti in chiave jazz e regie teatrali (l'opera lirica "Arlecchino" di Ferruccio Bosoni, il "Pulcinella" di  Igor Stravinskij,  la "Beggar's Opera" di John Gay), mentre alla primavera del 2010 risale il suo ritorno sul palco con De Gregori con un progetto, "Work in progress",  che prevede una lunga tournée e un doppio cd in uscita a fine anno. Sempre in bilico tra rivisitazioni e curiosità per il nuovo, nell'album "Questo è amore" (antologia con inediti del 2011) duetta con Marco Mengoni.
Nel febbraio 2012 - storia di appena due settimane fa - su invito dell'amico Morandi torna nuovamente sul palco dell'Ariston a tre anni dalla partecipazione al Festival di Sanremo come "padrino" della corista Iskra Menarini: stavolta è al fianco di Pierdavide Carone, coautore con lui di "Nanì". L'improvvisa scomparsa a Montreux, durante l'ennesimo tour, lo coglie a pochi giorni da quel 4 marzo che avrebbe segnato il suo sessantanovesimo compleanno.

ADDIO A LUCIO DALLA: GUARDA QUI LA NOSTRA PAGINA COMMEMORATIVA

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