NEWS   |   Italia / 26/01/2012

Sanremo 2012, categoria Giovani: parla Celeste Gaia

Sanremo 2012, categoria Giovani: parla Celeste Gaia

"Carlo è un un nome importante. E' vincente" di questo ne è sicura Celeste Gaia Torti, in arte semplicemente Celeste Gaia, e non le si può certo dare torto. La giovane cantante originaria di Pavia, infatti, ha partecipato al SanremoSocial presentando il suo brano battezzato - appunto - "Carlo" e ha vinto, ottenendo così la possibilità di partecipare alla 62° edizione del Festival di Sanremo, nella categoria "Giovani". Prima di lasciar entrare l'artista nel vivo della sua esperienza sanremese noi di Rockol abbiamo voluto scambiare alcune parole con lei, per conoscerla meglio: "Vivo con la musica da quando sono bambina ed è la mia passione da sempre. All'età di sette anni ho iniziato a studiare al conservatorio di Milano e ho cantato nel coro delle voci bianche del Teatro alla Scala. E' stata la mia insegnante di pianoforte la prima ad aver creduto in me. Successivamente io ho creduto nel mio pianoforte. Nel senso che all'inizio pensavo fosse uno strumento da studiare e suonare in modo classico, rigoroso, seguendo delle rigide regole. Poi un giorno ci ho messo le mani in modo diverso, senza un canone prestabilito e ho capito che potevo creare anche io qualcosa di mio che mi rappresentasse". La prima canzone Celeste l'ha composta a 15 anni e da quel momento "è iniziato tutto", seguendo le orme dei suoi musicisti preferiti - e  ha fatto i nomi di Damian Rice, Paolo Nutini, Bruno Mars e Florence Welch (Florence & The Machine), ma senza pregiudizi di genere: "Scrivere le proprie canzoni dà un altro sapore alla musica, perché hai la possibilità di creare qualcosa di solo tuo, che nessun altro ti ha messo addosso. Tu sei il regista e tu decidi, almeno per quel momento. Amo la musica in generale, ma mi lascio ispirare più dalle mie sensazioni personali che dagli artisti in carne ed ossa". E allora "Carlo" come è nata? "E' una canzone che ho scritto pensando alla Francia in generale e in paricolare a Parigi, una città che porto nel cuore e dove vado spesso. Il brano è immerso in una cornice tipicamente parigina con l'acqua sulla strada, i colori forti della città che risaltano e il clima sempre un po' umido. 'Carlo' parla dell'incontro casuale con l'uomo dei propri sogni", ha continuato a raccontare l'autrice, "Mi sono immaginata un incrocio di sguardi all'interno di un ascensore. E poi mi è venuto in mente che quel ragazzo poteva chiamarsi Carlo, un nome che secondo me è tipico di una persona importante. E' particolare perché sembra così comune, senza alcuna peculiarità, ma che piano piano si fa scoprire. Penso che il punto forte del mio pezzo sia il suo arrangiamento moderno, diverso dalla tipica canzone italiana e più vicino al pop francese o britannico. Il fraseggio, inoltre, è più internazionale. Ma la cosa più bella è stata sentire la mia 'Carlo' eseguita da un' orchestra, come avverrà poi durante il Festival. E' un'emozione grandissima e ovviamente sono felicissima di quello che mi sta capitando. Ma mi controllo bene". Da buona fan del Festival di Sanremo qual è, la giovane cantautrice ha infine concluso: "Sanremo ha la capacità di stupire ogni anno con la scelta degli artisti in gara e anche degli ospiti chiamati a partecipare. E' sempre un grandissimo evento e, anche quest'anno, ci sono nomi enormi del panorama musicale attuale. La cosa più bella però è la presenza di molte voci femminili nel cast. Noemi, Emma, Dolcenera… Non vedo l'ora di sentirle cantare".  

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