E' durata poche ore, anche grazie alla grande notorietà del personaggio, peraltro facilmente rintracciabile, la "notizia" della morte di Jon Bon Jovi. Data -o, forse meglio, inventata- per primo dal sedicente Dailynewbloginternational, la bufala si riferiva al ritrovamento del cadavere del rocker del New Jersey presso l'albergo Empress. Le fonti citate, sparse un po' a casaccio, parlavano dell'hotel di Asbury Park come luogo della macabra scoperta. Ma, in evidente contraddizione, nel servizio si riportava che la chiamata di soccorso era partita dalla casa del cantante. Fatta da chi, non si sa. I paramedici sarebbero arrivati solo per trovare Jon che già non respirava più. Effettuato il massaggio cardiaco, il personale avrebbe portato l'esanime artista presso il Jersey Shore Medical Center. Adagiato su un letto, e circondato dal suo team, il povero Jon avrebbe subito anche un arresto Cardiaco. Proprio così, maiuscolo. Infine l'apoteosi. Si chiude affermando che una fonte "dei pompieri" ha riferito al "Times", che è un giornale di Londra, e quindi chissà perché non al ben più prossimo "New York Post", che Jon, all'arrivo dei soccorsi, era già in arresto cardiaco. Dunque l'arresto Cardiaco sarebbe avvenuto prima, in albergo, e non dopo, in ospedale.
Insomma un papocchio. Che però ha fatto immediatamente il giro del mondo e avrà enormemente compiaciuto l'anonimo burlone. Per rispondere al "death hoax" Jon ha postato su Facebook una foto (nel riquadro in alto, a sinistra) ritraente lui vivo e vegeto accanto all'albero di Natale con la scritta scherzosa “Heaven looks a lot like New Jersey. December 19, 2011, 6:00”. Jon fa ora parte del grande club dei personaggi dati per morti (Will Smith, Eddie Murphy, Lady Gaga e tanti altri) e che invece sono ancora tra noi.