Articoli - 19/01/1999
Litfiba: esce 'Infinito', e per ‘Il mio corpo che cambia’ arriva un video western
Credits: Giuseppe Pappalettera / Concessione in uso a Rockol
E’ in corso di presentazione in questo momento (dalle 21,00 di stasera, martedì 19), in una conferenza stampa trasmessa da Radiorai e su Internet (crackers.ilink.it), il nuovo album dei Litfiba, “Infinito”. Il titolo è indicato dal simbolo matematico dell'infinito, un "8 sdraiato" familiare a chi studia matematica. «E’ un richiamo al tema del disco: il tempo», spiega Piero Pelù. «Noi ci siamo già occupati di aria, fuoco, terra e acqua. Il tempo è il quinto elemento, quello che regola tutti gli altri. Siamo a fine millennio, sempre più stressati dagli impegni, e ci accorgiamo che il tempo è imprescindibile dalla nostra esistenza, regola i nostri rapporti, esigenze, urgenze e bisogni».
Molte sonorità dell'album, nel quale le ballate decisamente prendono il sopravvento sul rock, sembrano discendere da "Spirito libero". Dice Ghigo Renzulli:
«Per me, "infinito" è anche lo spazio, l'universo. In questo disco c'è una dimensione galleggiante, un po' spaziale. Ci sono atmosfere sensuali, e non solo in "Sexy dream", in cui canta Mara degli Ustmamò».
Interviene Pelù: «Mara Redeghieri è la voce più sexy mai concepita in Italia dopo quella di Mina degli anni '60. “Sexy dream” è una canzone molto sexy, per cui mi sembrava giusto metterci la voce di una “gattona” come lei».
Probabilmente le atmosfere meno materiali, in un certo senso "etereee" dell'album susciteranno un po' di stupore tra i fans del periodo rock di "El diablo".
«E' un disco figlio di tutti i dischi precedenti: da "Spirito" a "Mondi sommersi". Non nega il passato, anzi: forse si riallaccia al passato remoto, a cose che facevamo all'inizio della carriera», spiega Pelù: «E' uno sviluppo che contribuisce a quello che potrà essere il nostro futuro. O più semplicemente, in questa fase ci andava di fare così, come tutte le persone, a seconda del periodo, propongono un aspetto diverso di sè. Comunque, non mancano certi temi legati alla realtà attuale. Ad esempio, "Nuovi rampanti", ispirata da personaggi reali del mondo dello spettacolo. Gente che vive questa fine millennio con uno spiritualismo forzato di bassa lega, da new age di facciata».
Piero Pelù e Ghigo Renzulli hanno girato qualche giorno fa il video per il singolo “Il mio corpo che cambia” in un locale milanese. Nel video, i Litfiba si ritrovano in un saloon del Far West, in cui appaiono portando scompiglio tra gli avventori, in un tipico scenario da western con “cattivi” dagli speroni d’argento e indiani della prateria. Il video mette in luce la ben nota carica istrionica di Pelù, che - tra le altre cose - ha improvvisato alcune strepitose cadute da stunt man, fingendo di essere colpito da una pallottola.
Molte sonorità dell'album, nel quale le ballate decisamente prendono il sopravvento sul rock, sembrano discendere da "Spirito libero". Dice Ghigo Renzulli:
«Per me, "infinito" è anche lo spazio, l'universo. In questo disco c'è una dimensione galleggiante, un po' spaziale. Ci sono atmosfere sensuali, e non solo in "Sexy dream", in cui canta Mara degli Ustmamò».
Interviene Pelù: «Mara Redeghieri è la voce più sexy mai concepita in Italia dopo quella di Mina degli anni '60. “Sexy dream” è una canzone molto sexy, per cui mi sembrava giusto metterci la voce di una “gattona” come lei».
Probabilmente le atmosfere meno materiali, in un certo senso "etereee" dell'album susciteranno un po' di stupore tra i fans del periodo rock di "El diablo".
«E' un disco figlio di tutti i dischi precedenti: da "Spirito" a "Mondi sommersi". Non nega il passato, anzi: forse si riallaccia al passato remoto, a cose che facevamo all'inizio della carriera», spiega Pelù: «E' uno sviluppo che contribuisce a quello che potrà essere il nostro futuro. O più semplicemente, in questa fase ci andava di fare così, come tutte le persone, a seconda del periodo, propongono un aspetto diverso di sè. Comunque, non mancano certi temi legati alla realtà attuale. Ad esempio, "Nuovi rampanti", ispirata da personaggi reali del mondo dello spettacolo. Gente che vive questa fine millennio con uno spiritualismo forzato di bassa lega, da new age di facciata».
Piero Pelù e Ghigo Renzulli hanno girato qualche giorno fa il video per il singolo “Il mio corpo che cambia” in un locale milanese. Nel video, i Litfiba si ritrovano in un saloon del Far West, in cui appaiono portando scompiglio tra gli avventori, in un tipico scenario da western con “cattivi” dagli speroni d’argento e indiani della prateria. Il video mette in luce la ben nota carica istrionica di Pelù, che - tra le altre cose - ha improvvisato alcune strepitose cadute da stunt man, fingendo di essere colpito da una pallottola.
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