Gavin Rossdale (Bush) a Rockol: 'Certo che vorremmo suonare in Italia'

Oggigiorno si parla più spesso di Gavin Rossdale come marito di Gwen Stefani che come frontman dei Bush, ma a metà anni Novanta, con la prima incarnazione dei Bush, i riflettori erano più su lui che su quella che sarebbe diventata sua moglie. L'album "Razorblade suitcase" del novembre 1996 raggiunse il numero 4 in Gran Bretagna e il numero 1 negli USA.  I Bush sono ora tornati dopo ben dieci anni di assenza. Dieci anni in cui Gavin ha fatto altro: ha messo in piedi una nuova band, gli Institute, ha recitato in alcuni film, giustamente si è goduto un po' la vita, nel 2002 ha sposato Gwen, ha fatto il papà (il secondo figlio della coppia, Zuma, ha dato nome alla sua nuova label), poi nel giugno 2010 ha messo nuovamente assieme i Bush. Una reunion tuttavia non completa, con due ex membri (Nigel Pulsford e Dave Parsons) che hanno preferito chiamarsi fuori per ragioni di famiglia e sono stati così sostituiti dai nuovi Chris Traynor e Corey Britz. La rinnovata line-up nello scorso settembre ha pubblicato l'album del ritorno. "The sea of memories", arrivato -appunto- a dieci anni dalla prova precedente, è stato accolto piuttosto bene anche se negli USA si è fermato al numero 18 della chart. Con Rossdale (46 anni, nato a Londra) Rockol ha fatto una breve chiacchierata telefonica.
Rockol: "Buonasera Gavin, da dove ci chiami?"
Rossdale: "Sono a Tilburg, in Olanda, vicino ad un bagno e prima d'andare sul palco. Non c'è un odore gradevolissimo".
-"Penso che chi segue le cose di musica sia curioso di sapere come mai il vostro nuovo album, annunciato per l'autunno 2010, sia invece arrivato da poco. Cosa è successo?"
-"Ma guarda, credo che sia normale. Abbiamo chiuso con una major, che non era il posto ideale per noi. Abbiamo chiesto di andarcene, e sono partiti cinque o sei mesi per negoziati vari. Poi sono venute fuori nuove canzoni, e così siamo tornati in studio. In studio abbiamo confezionato dei bei pezzi, e c'è voluto il suo tempo. Normale quindi, direi".
-"L'album però si è fermato al numero 18 negli Stati Uniti. Un buon risultato, visto che eravate stati via per dieci anni, o avresti sperato in
qualcosa di più?"
-"No, va bene così. Cioé, negli anni Novanta mi sarei arrabbiato per una posizione simile, ma i tempi sono cambiati. Qui nessuno si aspettava niente. Non guardiamo ai numeri della classifica. Quando ci hanno detto del numero 18 è stato 'wow, buono, va bene così'. Dopo un'assenza così lunga, va bene".
-"La Zuma Records, l'etichetta che hai fondato per pubblicare il nuovo disco della band, darà lavoro ad altri artisti o esaurisce il suo compito col vostro album?"
-"Vediamo. Vediamo quello che succede. Vediamo le vendite dell'album, poi si deciderà. Non voglio deludere nessuno. Forse, forse potremo aiutare qualche nuovo artista".
-"Supporterete l'album dal vivo anche in Italia?"
-"Non sai quanto mi piacerebbe! E' triste che per ora non ci siano date nel vostro Paese, del quale mi piace tutto. Trovo che in Italia sia bello tutto, e poi con il cibo che vi ritrovate...ah, quando? Non lo so, forse verso la stagione dei festival all'aperto".
-"Non è che passeranno altri dieci anni prima di un nuovo album dei Bush?"
-"Adesso che abbiamo un'etichetta in cui possiamo decidere le cose noi, non credo proprio. Tu non sai prima quant'era difficile pubblicare. Impossibile far uscire un nuovo album prima di diciotto mesi, neanche a parlarne. Su major le cose sono così complicate. Ora i dirigenti siamo noi".
-"L'ultima domanda è sua tua moglie, se non ti spiace".
-"Ma figurati! Vai".
-"I No Doubt sono in studio da una vita e ancora non hanno annunciato il nuovo album. Ma cosa è successo?"
-"Posso solo dire che hanno quasi finito. E posso garantire che torneranno con un grandissimo singolo. Il 2012 sarà il loro anno".

Le prossime date live dei Bush:
16 novembre Tilburg Olanda
18 Anversa Belgio
19 Parigi Francia
20, 21, 22 Londra Gran Bretagna
26 Stateline Nevada
1° dicembre Norfolk Virginia
 

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