:Absent. (Ettore Bianconi): 'Il progetto che sognavo da bambino'

Rockol ha incontrato in un bar del quartiere Isola di MilanoEttore Bianconi, il fratello di Francesco, leader dei Baustelle. Bianconi jr. ci ha raccontato come è nata la sua passione per la musica elettronica e come sia capitato per caso di realizzare ":absent. sonorizza il regno animale", una raccolta di composizioni che sono diventate in un secondo momento colonna sonora del primo romanzo di Francesco "Il regno animale": "Il libro l'ho letto quando avevo già scritto, composto e suonato tutto il disco.

Mio fratello mi ha dato il libro, io ho dato a lui i brani, e ci siamo accorti che andavano bene. E' stato buffo trovarsi così, non c'è stato bisogno di fare altro". Da dove nasce il progetto :absent.? "C'era già nel 2006 ma era una cosa molto tecno e da ballo. Con i 4micola, la mia prima band, abbiamo vinto le selezioni di Italia Wave, ma il progetto tanto era nato per caso che anche per caso si è sciolto. Ho continuato da solo, lasciando un po' da parte la tecno e concentrandomi su musiche sempre più sperimentali finché nel 2008 ho realizzato un cd autoprodotto che adesso credo verrà ristampato. Tutto questo intervallato dai Baustelle, impegno che mi occupa tanto tempo. Per me significa molto fare parte del gruppo e lavorare con mio fratello anche se inizialmente è stato buffo far parte di una band rock: ero abituato ai miei set elettronici dove la gente pensa a ballare e nemmeno ti guarda, mentre mi sono ritrovato sul palco con i Baustelle dove il pubblico è attento ad ogni tua mossa, ti senti gli occhi addosso e la gente sta attenta anche a come ti risvolti le maniche della camicia".
"Absent è il mio progetto, la cosa a cui tengo veramente, un progetto che avevo in mente sin da bambino", continua il musicista, "Francesco quando ero piccolo mi ha un po' formato musicalmente con R.E.M. Sonic Youth, Fugazzi… poi invece c'è stata la folgorazione per me con Massive Attack, Chemical Brothers e l'avvicinamento al computer. Quando compongo cerco di utilizzare poco i pre-set, piuttosto suono su un pianoforte vecchio e poi lo rielaboro. Sono convinto che si senta la differenza se fai una cosa troppo sintetica e questo mi da un po' fastidio, specie per l'elettronica dove già i concerti sono sempre a rischio di una possibile presa per il culo: tu vedi uno con il computer sul un palco che schiaccia play e magari ogni tanto gira qualche rotellina e non sai cosa stia facendo per davvero, magari stia lì a fare bella figura e basta", scherza Ettore: "Mi piace nei miei live fare qualche cosa, mi porto dei synth, dei giradischi, sono contrario al non fare niente. Ogni tanto improvviso anche, magari a seconda delle situazioni. Ho una struttura definita del mio spettacolo, ma poi in base alle serate viene personalizzata. Il bello della musica elettronica e dell'essere solo è che puoi fare quello che vuoi in pochissimo tempo e senza limiti. Ora sto girando con uno spettacolo con un attore e un polistrumentista, Francesco sta facendo un adattamento del libro, una sorta di riassunto, che l'attore leggerà in scena, con delle proiezioni come scenografia, poi c'è anche un set che mi vede dal solo, con dei video e delle immagini, e rispetto al disco sarà tutto molto riarrangiato. Le situazioni che abbiamo creato nei reading erano veramente tanto incentrate sulla lettura del romanzo e finché un set dura mezz'ora secondo me la gente lo tollera, ma avere la pretesa di fare un'ora e mezza di concerto con qualcuno che racconta, è difficile, per questo sto cercando di fare un arrangiamento anche più dance".
Ettore Bianconi si diverte a remixare anche brani di altri, come è successo con Jovanotti ed Egokid: "Non sono un grandissimo conoscitore della scena italiana della musica elettronica, da quello che so io non ci sono realtà così sconvolgenti per ora, ma mi piace collaborare con chiunque, anzi, con più la cosa è diversa e più mi diverto. Fare il remix per Jovanotti è stato molto divertente, come quello con gli Egokid: loro sono veramente diversi da me e quindi è stato bello anche per questo".
Vista la fortunata attività di Francesco come autore, Ettore non ha mai pensato di scrivere utilizzando la forma canzone? "Non sono bravo a scrivere i miei brani utilizzando questa forma. Perché? Non lo so, forse perché vengo da altre cose, mi piacerebbe magari in futuro, ma non ho ancora pensato di fare un brano così. Essendo un non musicista non ho nessuna regola, una cosa può venirmi da un giro di pianoforte o da un loop di batteria, è un po' credo anche uno dei miei limiti, il non sapere mai da dove cominciare per comporre… forse è per questo che non sono capace di fare il cantautore".
Ettore è di recente stato a New York dove ha partecipato all'inaugurazione di "All", retrospettiva dedicata all'artista Maurizio Cattelan che insieme a Pierpaolo Ferrari ha voluto il brano "La speranza", presente in ":absent. aonorizza il regno animale" come colonna sonora del numero di novembre di Toilet Paper, il photo-magazine ideato dallo stesso Cattelan e presentato proprio al Guggheneim Museum di New York.
Il prossimo appuntamento dal vivo con :absent. sarò invece a Milano mercoledì 16 novembre al Bitte (via Watt 37) con una serata speciale alla quale parteciperanno diversi ospiti come Francesco Bianconi (che leggerà alcune pagine del romanzo ispiratore del disco), Rachele Bastreghi (Baustelle), Diego Palazzo e Piergiorgio Pardo (Egokid) e Roberto Romano. Dopo in reading di Francesco seguiranno dj set dove sarà presente anche Dj Pandaj.

 

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