Aerosmith: torrida ‘secret gig’ a Monaco

Aerosmith: torrida ‘secret gig’ a Monaco
Al club Babylon di Monaco di Baviera la capienza è di 1500 spettatori. Per il 24 marzo sono previsti i Living End, come annunciato dai manifesti nei pressi del locale; la loro musica è una sorta di punk revival, ma media e fan invitati da tutta Europa non sono qui per questo: sono gli Aerosmith, tenuti ormai inutilmente in incognito dopo il loro incontro di ieri con la stampa, ad avere prenotato lo show.

Con teutonica precisione, alle 21.

00 cinque strepitose modelle abbigliate in colori giallo e argento e munite di casco spaziale così come nell’icona della copertina del nuovo “Just push play” si piazzano sul palco, ciascuna in prossimità della piastrella che ogni componente la band andrà ad occupare. Sfuma il blues di preparazione al concerto e gli Aerosmith prendono posizione. La prima preoccupazione di Steven Tyler – maglietta optical sbracciata e traforata con lacci posti anteriormente, capello più corto del solito e con colpi di sole, bicipiti tonici come quelli che una volta aveva il suo ‘Toxic Twin’ Joe Perry – è di passare la lingua sulla bocca e sul volto di una cybermodella. E poi parte “Mama kin”, in un boato che durerà ininterrottamente per circa mezz’ora di rock duro, assordante, tirato, professionalmente sguaiato, in un crescendo che vede alternarsi il vecchio inno “Same old song and dance”, la folgorante jam session che scaturisce da “Big ten inche record” – con Perry che sforna un assolo dietro la schiena da brivido mentre il frontman simula un coito con la cybermodella di sinistra – “Chip away the stone” e “One way street”. Solo a questo punto, Steven Tyler pronuncia il primo thank you diretto al pubblico. L’avvio è stato sontuoso, l’intento è subito chiaro: classici, non novità; divertimento con mestiere, non professionismo di prammatica; rischi (la voce di ‘Tallarico’ si estende ovunque come un elastico), non routine.


Il break è affidato a “Don’t wanna miss a thing”, che precede un’altra blues session straordinaria prima dell’avvento di “Walk this way”, un must che gli Aerosmith riescono a celebrare comunque con entusiasmo. “Sweet emotion” arriva da lontano, poi cresce e infine esplode, in una versione arrangiata più o meno come si ascolta nel doppio live “A little south of sanity”. Quando ormai ci si è dimenticati che questi cinque cinquantenni sono in Europa in occasione dell’uscita di un nuovo album, ecco “Jaded”, che resta il primo e unico brano tratto da “Just push play”, del quale è il primo singolo. Il pezzo non tradisce e dal vivo rende bene, come i più attenti si erano già accorti quando la band l’aveva eseguita a gennaio agli American Music Awards.
Il set termina con “Train kept a rollin'”, che riporta gli Aerosmith sul terreno dell’hard rock, su cui si muovono a meraviglia. E’ trascorsa un’ora, Perry è rimasto in camicia rossa, Tyler è disidratato ma non si capisce bene come riesca a toccare certe vette vocali (certe volte, ascoltandolo, sembra che riesca a farsi il contro canto da sé sopra la voce solista) e il pubblico ha ripassato una lezione fondamentale: quando dei fuoriclasse del rock concentrano tutto in meno di 90 minuti, ne scaturisce un’esibizione incendiaria. I bis sono affidati ad una cover di livello – “Come together” dei Beatles – e ad una semplicemente esplosiva “Toys in the attic”, che fa saltare il Babylon.

Stavolta la band ha proprio terminato, e la sensazione a questo punto è agrodolce: per un verso resta l’amaro in bocca per non avere ascoltato “Beyond beautiful” e “Sunshine” dal nuovo disco e, dal passato, “Pink”; d’altro canto potere assistere a un concerto degli Aerosmith in un piccolo club è un privilegio che lascia il segno. Come ha commentato Joe Perry introducendo “Jaded”: “Siamo venuti a incontrare media e fans ma, una volta, qui, abbiamo pensato che fosse il caso di fare quello che ci riesce meglio: suonare”.
Scaletta:
“Mama kin”
“Same old song and dance”
“Big ten inch record”
“Chip away the stone”
“One way street”
“Don’t wanna miss a thing”
“Walk this way”
"Rattlesnake shake"
“Sweet emotion”
“Jaded”
“Train kept a rollin'”
“Come together”
“Toys in the attic”
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