Assolto Puff Daddy, Shyne rischia dai 5 ai 25 anni di prigione.

Sean “Puff Daddy” Combs è stato riconosciuto innocente dei reati di possesso illegale d’arma da fuoco e corruzione. Assolto pure Anthony “Wolfe” Jones (anch’egli accusato di possesso d’arma e corruzione), mentre è stato condotto in carcere, in attesa della sentenza del prossimo 16 aprile, il rapper Jamal “Shyne” Barrow, riconosciuto colpevole di aggressione e possesso d’arma da fuoco.

Durante la lettura del verdetto di non colpevolezza, Puff Daddy ha abbracciato i suoi avvocati, Johnnie Cochran e Benjamin Brafman, e baciato la madre, Janet.
Cosi’, dopo 7 settimane di processo, quasi tre giorni di attesa per il responso della giuria, a oltre un anno dai fatti del “Club New York” (vedi news), la deposizione di 59 testimoni, la presentazione di 130 prove, si è concluso il processo più seguito dai media americani degli ultimi anni. La giuria ha speso gran parte del tempo a consultare e confrontare le prove soprattutto per chiarire, oltre ogni ragionevole dubbio, la posizione di Shyne durante la notte della sparatoria. Nessun particolare dubbio pare abbia attraversato i giurati nel pronunciare l’innocenza di Puff Daddy e della sua guardia del corpo.
Puff Daddy, elegantissimo nel suo completo beige, all’uscita dal tribunale (nella tarda serata di venerdì 16 marzo) è apparso sensibilmente emozionato e con grandi difficoltà di trovare le parole giuste per esprimere il suo stato d’animo.
Letteralmente invaso da reporter, telecamere e fotografi, il quartiere Lower Manhattan di New York, si è trasformato nel luogo dove detrattori del rapper, fans incalliti con cartelli inneggianti all’innocenza di Puffy, parenti e amici, attendevano con ansia le prime dichiarazioni del rapper nell’improvvisata conferenza stampa in strada. “Sono emozionato”, ha dichiarato ai giornalisti, “ringrazio Dio al quale devo tutto quello che ho. Ora voglio finalmente voltare pagina e tornare al mio lavoro, ma soprattutto adesso ho tanta voglia di riabbracciare i miei figli”.

Oltre alla madre Janet, al fianco di Puffy c’era anche la zia, Gerri Garcia, la quale ha detto di augurargli il meglio e che ha sempre creduto che il processo si sarebbe concluso con l’assoluzione: “Mio nipote è solo colpevole di aver aiutato gli altri in tutti questi anni”, riferendosi non solo alle opere di bene fatte dal rapper, ma anche ai molti posti di lavoro che ha offerto grazie al suo impero, stimato in oltre 300 milioni di dollari e consistente principalmente nell’etichetta discografica Bad Boy Ent., la linea d’abbigliamento Sean John e il ristorante Justin.
Dichiarazioni sono state rese anche dagli avvocati di Puff Daddy, Benjamin Brafman e Johnnie Cochran: “Mi sento come se avessi vinto il Superbowl! Ora andrò dritto alla Sinagoga per ringraziare Dio”, ha esclamato il primo, mentre il secondo ha stretto la mano al suo cliente e gli ha augurato buona fortuna, invitandolo a tornare alla sua vita e viverla al meglio.

Diverso l’umore dell’unico condannato del processo, Shyne.

Il suo avvocato, Ian Niles ha detto che il suo cliente era comprensibilmente triste, ma che sin dall’inizio del processo era preparato al peggio. Shyne, subito dopo la lettura del verdetto, è stato condotto in una cella posta nello stesso edificio della Corte Suprema di Manhattan ed è ora in attesa di sapere se dovrà scontare un minimo di 5 anni di galera. “L’ obiettivo era l’assoluzione per tutti i capi d’accusa, ma tutta la strategia difensiva si è concentrata verso il reato più grave contestato al mio cliente: tentato omicidio. Durante la lettura delle accuse e i relativi responsi, ho visto alcuni membri della giuria che piangevano, perché coscienti del fatto di avere nelle loro mani la vita di un giovane (Shyne ha 21 anni, ndr). A metà’ aprile Shyne potrà essere condannato da un minimo di 5 anni a un massimo di 25 e noi faremo il possibile per arrivare al minimo, ma di sicuro ci appelleremo, qualunque sia il verdetto”, ha dichiarato Ian Niles, avvocato di Shyne. Niles si è detto dispiaciuto della poca attenzione riservata al suo cliente e dell’eccessivo interesse nei confronti di Puff Daddy.


Una dichiarazione ufficiale e’ giunta anche dal partner in business di Puff Daddy, la Arista records, nella persona del suo presidente, Antonio “L.A.” Reid: “Siamo molto contenti che Sean “Puffy” Combs possa tornare al suo lavoro alla Bad Boy Entertainment. Allo stesso tempo siamo tristi per Jamal 'Shyne' Barrow. La Arista è vicina a entrambi sia come amici che come colleghi”.
Di seguito la lettura del verdetto dei giurati:
Sean “Puffy” Combs
Possesso illegale d’arma da fuoco di secondo grado: non colpevole (l’accusa si riferisce al presunto possesso di una pistola nel locale)
Possesso illegale d’arma da fuoco di terzo grado: non colpevole (riguardo alla pistola che Puff Daddy avrebbe gettato in strada dall’auto sulla quale fuggiva dal luogo dell’incidente)
Possesso illegale d’arma da fuoco di secondo grado: non colpevole (la pistola ritrovata nell’auto)
Possesso illegale d’arma da fuoco di terzo grado (l’aver tentato di occultare la presenza della pistola nell’auto)

Corruzione di testimone: non colpevole (riferita al presunto tentativo di affidare la responsabilità della pistola, all’autista Wardel Fenderson, dietro pagamento di un’ingente somma di denaro)
Jamal “Shyne” Barrow
Possesso illegale d’arma da fuoco di secondo grado: colpevole
Possesso illegale d’arma da fuoco di terzo grado: colpevole
Aggressione di primo e secondo grado: colpevole (riferito al ferimento di Julius Jones, Robert Thompson e Natania Reuben)
Comportamento pericoloso ai danni di cose e persone: colpevole (si riferisce all’aver sparato i colpi sul soffitto del locale che di rimbalzo hanno colpito le vittime)
Tentato omicidio: non colpevole
Aggressione di primo grado: non colpevole (aver colpito volontariamente la piu’ grave delle vittime, Natania Reuben)
Anthony “Wolfe” Jones
Possesso illegale d’arma da fuoco di secondo grado(non colpevole)

Posesso illegale d’arma da fuoco di terzo grado: non colpevole
Corruzione di testimone: non colpevole
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