Rispondendo alle domande della redazione sanremese di Rockol, i Velvet mostrano tutta la loro tranquillità, per nulla minata dal nervosismo della gara, né dalla residenza nello stesso albergo di Megan Gale. Look d’ispirazione pop, come la loro musica, i quattro commentano la prima serata elogiando i Bluvertigo e ci parlano di “Nascosto dietro un vetro”, la canzone che hanno presentato in gara al 51° Festival di Sanremo: “E’ una ballata alla Verve, caratterizzata da quei suoni anglosassoni che si ritroveranno in tutto l’album. Riteniamo che la presenza degli archi dia una marcia in più alla canzone, che inizia leggera e si sviluppa poi con l’ausilio di tutti i 40 strumenti che fanno parte dell’orchestra”.
Se il pop inglese è un’influenza evidente nel brano sanremese, l’album che uscirà a breve offre una panoramica più ampia del background dei Velvet: “Abbiamo ascoltato il brit-pop, inteso come quel tipo di musica uscita in Inghilterra tra il ’90 e il ’95; un genere sul quale pesano dei riferimenti ben precisi: Beatles, Stones o Lou Reed. Anche noi abbiamo fatto lo stesso percorso, come chiunque suoni musica popolare, perché non si può prescindere da certi modelli. Quindi siamo cresciuti ascoltando anche i Rolling Stones e i Doors, e poi abbiamo seguito gli U2, gli Smiths, i Cure e tantissimi altri gruppi e solisti. Ora siamo qui a Sanremo anche se, sommando le nostre discoteche personali, abbiamo forse 20 dischi italiani su 4.000.”
I ragazzi non si montano la testa e cercano di prendere quanto di buono può dare loro una manifestazione che prima di tutto costituisce una vetrina di enorme importanza a livello nazionale: “La partecipazione al Festival ci servirà a porre delle basi, che si aggiungeranno a quelle che già abbiamo gettato con molta tranquillità, mattoncino su mattoncino. Magari a Sanremo, anziché un mattoncino, se ne possono mettere una quindicina...."
"Cercheremo quindi di approfittare delle possibilità che il Festival ci offre", continuano i Velvet. "Riflettendo tra di noi ci rendiamo conto che, essendo convinti del nostro disco e della nostra situazione, sentiamo poco la competitività della gara. Forse, se avessimo voluto giocare tutte le nostre chance in questa manifestazione, saremmo più decisi a combattere. In realtà ce ne andiamo dritti per la nostra strada e facciamo tesoro di tutto quello che ci succede. Ci sarà molto utile per il prosieguo della nostra carriera, perché questa è comunque un’esperienza importante”.
Rockol è a Sanremo: per vedere e ascoltare le interviste realizzate ai protagonisti del Festival, cliccate qui:
http://streaming.rockol.it
Se il pop inglese è un’influenza evidente nel brano sanremese, l’album che uscirà a breve offre una panoramica più ampia del background dei Velvet: “Abbiamo ascoltato il brit-pop, inteso come quel tipo di musica uscita in Inghilterra tra il ’90 e il ’95; un genere sul quale pesano dei riferimenti ben precisi: Beatles, Stones o Lou Reed. Anche noi abbiamo fatto lo stesso percorso, come chiunque suoni musica popolare, perché non si può prescindere da certi modelli. Quindi siamo cresciuti ascoltando anche i Rolling Stones e i Doors, e poi abbiamo seguito gli U2, gli Smiths, i Cure e tantissimi altri gruppi e solisti. Ora siamo qui a Sanremo anche se, sommando le nostre discoteche personali, abbiamo forse 20 dischi italiani su 4.000.”
I ragazzi non si montano la testa e cercano di prendere quanto di buono può dare loro una manifestazione che prima di tutto costituisce una vetrina di enorme importanza a livello nazionale: “La partecipazione al Festival ci servirà a porre delle basi, che si aggiungeranno a quelle che già abbiamo gettato con molta tranquillità, mattoncino su mattoncino. Magari a Sanremo, anziché un mattoncino, se ne possono mettere una quindicina...."
"Cercheremo quindi di approfittare delle possibilità che il Festival ci offre", continuano i Velvet. "Riflettendo tra di noi ci rendiamo conto che, essendo convinti del nostro disco e della nostra situazione, sentiamo poco la competitività della gara. Forse, se avessimo voluto giocare tutte le nostre chance in questa manifestazione, saremmo più decisi a combattere. In realtà ce ne andiamo dritti per la nostra strada e facciamo tesoro di tutto quello che ci succede. Ci sarà molto utile per il prosieguo della nostra carriera, perché questa è comunque un’esperienza importante”.
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