Controllata e padrona della situazione, benché leggermente emozionata, Nostra Signora del Caschetto ha aperto i giochi del Festival numero 51. Non entusiasmante la canzone di Gigi D'Alessio, “Tu che ne sai”, benché eseguita con buona convinzione. Sorprendente la mise supersexy di Paola Turci, tutta una trasparenza strategica, e piacevole (per merito principalmente di un efficace arrangiamento) il suo brano, “Saluto l'inverno”, firmato insieme a Carmen Consoli.
Il superfavorito della vigilia, Gianni Bella, protagonista di un imbarazzante siparietto di presentazione, ha cercato di celentanizzare l'esecuzione di una canzone - “Il profumo del mare” - ricalcata su modelli compositivi ultratradizionali. Molto tradizionale anche “Questa nostra grande storia d'amore” dei Matia Bazar, rinvigorita da un inciso efficace.
Assolutamente fuori contesto l'esibizione dei Sottotono (“Mezze verità”): impossibile però non sottolineare la grazia della bionda corista - e la melensaggine del messaggio antiviolenza inflitto come pistolotto finale. Altra favoritissima secondo le ultime quotazioni, Giorgia (“Di sole e d'azzurro”) ha cantato da par suo, senza troppo cercare di stupire con effetti speciali, una canzone non eccelsa (e infatti il breve duetto con la Carrà per “Come saprei” ha fatto rimpiangere, al confronto, il vecchio successo festivaliero di Giorgia).
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