Canadese di nascita, al secolo Tenzin D. Kashhi, Gomo Tulku per il suo futuro tutto immaginava - da bambino - fuorché diventare un rapper: riconosciuto nel 1991 dal Dalai Lama come ventitreesima reincarnazione del Lama Gomo Rinpoche (e consacrato nel suo ruolo tre anni dopo a Pomaia, nelle vicinanze di Pisa), il giovane - oggi ventitreenne - è diventato una delle promesse della scena hip-hop nazionale e non solo. Con il suo primo singolo, "Photograph", cantato in inglese, l'artista si sta facendo conoscere rapidamente sul Web, allargando la sua popolarità grazie ad un video disponibile gratuitamente sul Web:
"Ho sempre ascoltato molta musica, di generi diversi. Ho sempre avuto gusti molto aperti", ha confessato Gomo a La Stampa: "In monastero mi piaceva la musica indiana, ma anche quella cinese. Molti monaci venivano da là, e le influenze si mischiavano. Poi, a sedici anni, quando ho deciso di tornare per un anno in America, ho scoperto l’hip-hop, il rhythm and blues, il reggaeton dei molti amici portoricani, e me ne sono innamorato. Oggi ascolto moltissima musica italiana, Jovanotti e Marracash su tutti". A dare man forte al giovane talento sono accorsi due artisti italiani, Deleterio (già al lavoro con Marracash) e Pino Pischetola: "Deleterio mi sta aiutando molto, così come Pino Pischetola, nel cui studio ho lavorato: voglio conoscere ogni aspetto di questo lavoro, non mi stanco mai di fargli domande su ogni piccolo particolare di come si crea la musica".
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