Ry Cooder: a settembre esce il nuovo disco 'Pull up some dust and sit down'

Ry Cooder: a settembre esce il nuovo disco 'Pull up some dust and sit down'

A tre anni di distanza dalla pubblicazione di "I, flathead", Ry Cooder torna sulla scena con un nuovo album di inediti dal titolo "Pull up some dust and sit down". Il disco, ancora in fase di lavorazione, è previsto per il prossimo settembre. In un'intervista rilasciata a Truthdig, Cooder ha dichiarato che il nuovo disco affronterà temi come "la crisi finanziaria Wall Street, l'immigrazione e la politica di guerra".
Nato il 15 marzo del 1947 a Los Angeles, Ryland Peter Cooder è uno dei maggiori esponenti della scena roots-rock. Chitarrista di indiscusso talento, inizia a suonare professionalmente all’età di 17 anni, e dopo aver collaborato conTaj Mahal (con cui forma i Rising Sons) e una breve militanza nella Magic Band di Captain Beefheart partecipa all’album dei Rolling Stones "Let it blende". Negli anni ha lavorato al fianco di artisti come Eric Clapton, Randy Newman, Gordon Lightfoot, John Lee Hooker e Little Feat. Nel 1970 Cooder pubblica l'album di debutto seguito da "Into the purple valley".
Seguono altri album in studio ma anche colonne sonore come "The long ridere" (1980), "Streets of ire" (1984), "Alamo bay" (1985), "Crossroads" (1986) e il celebrato "Paris, Texas" (1985) per l’omonima pellicola diretta da Wim Wenders. Nel ’97 collabora con i Buena Vista Social Club, che – grazie a Cooder e all’omonimo documentario girato ancora da Wenders – diventano popolari in tutto il mondo. Con il chitarrista della band cubata Manuel Galbán nel 2003 registra un album di mambo e chitarre elettriche, "Mambo sinuendo", mentre il progetto successivo, costato tre anni di lavoro e di ricerche e un notevole impegno finanziario personale, riporta il chitarrista a Los Angeles e a riesumare una storia vera degli anni ’50: quella del quartiere chicano di Chávez Ravine sfollato e spianato dai bulldozer per far posto al nuovo stadio di baseball dei Brooklyn Dodgers. Al progetto collaborano artisti come Lalo Guerrero, Don Tosti (entrambi scomparsi nel frattempo), Flaco Jimenez, le sorelle Arvizu, Little Willie G dei Thee Midniters e David Hidalgo dei Los Lobos, con l’aggiunta del pianista jazz Jackie Terrasson.
Nel 2008 "I, flathead" completa la trilogia dedicata alla California del tempo che fu: opera multimediale, con la musica che si accompagna (nell’edizione limitata del cd) a una novella semi fantascientifica e “falsamente autobiografica” di 97 pagine ispirata alle vite degli operai californiani anni Cinquanta (“le teste piatte” del titolo) che cercano nelle corse in dragster sui laghi salati, nelle avventure sessuali e nella country music una via di fuga dall’amara realtà.

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