In un’intervista che suonerà come campane a morto per i fans dello storico gruppo, il tastierista ha parlato del cofanetto retrospettivo “Archive 2” – ma non si è sottratto a domande riguardanti il presente e il futuro dei Genesis. Difficile ignorare ad esempio il fatto che “Archive 2”, dedicato al periodo post-Gabriel, non include brani del periodo di “Calling all stations”, con il cantante Ray Wilson. “Ho scelto io i brani, perché Mike Rutherford e Phil Collins erano impegnati. Avrei potuto mettere un paio di brani dall’ultimo album, ma ho preferito delimitare l’era con Phil come cantante. E’ un po’ che non vedo Ray, ma lui sta ad Edimburgo. Non è vero quello che ha detto, cioè che ci ha spaventato l’insuccesso commerciale del disco, che secondo me è degno di figurare accanto agli altri che abbiamo fatto. In realtà durante il tour abbiamo visto che i media non ci trattavano bene, quindi invece che stare a guardare abbiamo deciso di darci un taglio. La sensazione era che le cose stessero andando male e dopo 30 anni in questo business non era piacevole. In termini musicali eravamo molto soddisfatti, ma i media ci hanno colpito duro, specie in Inghilterra”.
Quanto al futuro, Banks non parla di scioglimento, ma usa termini curiosi: “La band non è in funzione al momento. Ma se il progressive-rock dovesse tornare di moda, forse torneremo allo scoperto. Non c’è nulla di scritto, ma devo ammettere che non sono impaziente di ritornare coi Genesis. E ho la sensazione che non accadrà”. Phil Collins ha recentemente dichiarato: “Potremmo fare qualcosa assieme, ma non necessariamente chiamarlo Genesis”. Tuttavia Banks minimizza: “E’ solo un modo di dire che nulla è impossibile, anche perché come persone ci troviamo sempre bene assieme, e potremmo farci prendere dalla nostalgia. Ma onestamente, lo abbiamo già fatto una volta, e forse non è più il caso”.
Sul fatto che i fans sembrino ancora amare il gruppo, e abbiano gradito i vecchi brani di “Archive 1”, il tastierista replica con freddo pragmatismo: “Anch’io preferisco ‘Firth of fifth’ a ‘I can’t dance’, ma gli ultimi dischi hanno venduto 20 volte di più. Che ci piaccia o no, ‘Selling England by the pound’ avrà venduto sì o no mezzo milione di copie. Quanto a Steve Hackett e al suo ‘Genesis revisited’, si vede che si sentiva di farlo, e lo ha fatto in modo magistrale – ma a me non piace guardare indietro, e non penso che farei una cosa simile”.
Banks preferisce pensare a un album solista con un’orchestra. “Sarebbe una cosa interessante da provare. Probabilmente lo farò, a meno che non mi propongano una colonna sonora: mi piacerebbe, ma non mi arrivano proposte. In questo periodo scrivo musica, gioco a golf e faccio un sacco di cose: ho 50 anni e posso permettermi di non fare cose che non voglio fare. Se mi dovesse venire un’idea interessante, tornerei a lavorare 7 giorni su 7”.
Quanto al futuro, Banks non parla di scioglimento, ma usa termini curiosi: “La band non è in funzione al momento. Ma se il progressive-rock dovesse tornare di moda, forse torneremo allo scoperto. Non c’è nulla di scritto, ma devo ammettere che non sono impaziente di ritornare coi Genesis. E ho la sensazione che non accadrà”. Phil Collins ha recentemente dichiarato: “Potremmo fare qualcosa assieme, ma non necessariamente chiamarlo Genesis”. Tuttavia Banks minimizza: “E’ solo un modo di dire che nulla è impossibile, anche perché come persone ci troviamo sempre bene assieme, e potremmo farci prendere dalla nostalgia. Ma onestamente, lo abbiamo già fatto una volta, e forse non è più il caso”.
Sul fatto che i fans sembrino ancora amare il gruppo, e abbiano gradito i vecchi brani di “Archive 1”, il tastierista replica con freddo pragmatismo: “Anch’io preferisco ‘Firth of fifth’ a ‘I can’t dance’, ma gli ultimi dischi hanno venduto 20 volte di più. Che ci piaccia o no, ‘Selling England by the pound’ avrà venduto sì o no mezzo milione di copie. Quanto a Steve Hackett e al suo ‘Genesis revisited’, si vede che si sentiva di farlo, e lo ha fatto in modo magistrale – ma a me non piace guardare indietro, e non penso che farei una cosa simile”.
Banks preferisce pensare a un album solista con un’orchestra. “Sarebbe una cosa interessante da provare. Probabilmente lo farò, a meno che non mi propongano una colonna sonora: mi piacerebbe, ma non mi arrivano proposte. In questo periodo scrivo musica, gioco a golf e faccio un sacco di cose: ho 50 anni e posso permettermi di non fare cose che non voglio fare. Se mi dovesse venire un’idea interessante, tornerei a lavorare 7 giorni su 7”.
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