Anteprima: un disco in punta di chitarra per Paul Simon

Anteprima: un disco in punta di chitarra per Paul Simon
Esce domani, venerdì 29 settembre, uno dei dischi più attesi dell’anno. Il suo autore è Paul Simon, il titolo è “You’re the one”.
Inutile ricordarlo, il motivo di quest’attesa è la caratura del nome, le cui canzoni hanno accompagnato ogni generazione negli ultimi 30 anni. Prima i ’60 e ’70 con il suo compagno Art Garfunkel e le prime prove solista. Poi gli ’80, con quel capolavoro di “Graceland”, un disco di world music quando di world music quasi non si parlava, realizzato con lo stesso stile leggero e profondo di sempre. Rimangono fuori da questo conteggio gli anni ’90. Dopo “Graceland”, Simon ha offerto buone prove, ma non esaltanti. Un disco come “Rythm of the saints”, un nuovo concerto a Central Park –questa volta da solo- e lo sfortunato musical “The Capeman”. Le cui musiche –detto per inciso- erano tutt’altro che malvagie, con loro il recupero di influenze caraibiche; ma è stato l’intero progetto a naufragare.
Il nuovo disco “You’re the one” è un ritorno alle origini. Qualcuno lo ha definito la prima raccolta di canzoni dal 1983 (anno dello stupendo “Heart & bones”), ed in parte è vero. E’ un disco di melodie semplici, punteggiate dal suono della chitarra elettrica. Gioielli come “Darling Lorraine” e la title-track sono accompagnate da un tappeto di percussioni mai invadenti, esito e lascito delle avventure etniche degli anni precedenti. Con le dovute differenze, questo disco potrebbe essere per Paul Simon ciò che “New York” fu a suo tempo per Lou Reed: un viaggio verso l’essenzialità per fondare una rinascita artistica. Solo il tempo potrà confermare questa ipotesi, nel frattempo non resta che godere di una delle più belle voci di sempre e le sue storie minimali. “Avevo dodici anni quando ho ascoltato ‘Peggy Sue’ per la prima volta/ I russi nei loro razzi/ E la guerra era fredda/quante guerre sono passate/Buddy Holly è ancora grande/Ma il suo catalogo è stato svenduto” (“Old”).
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