Il leader dei Wallflowers ha spiegato che nelle canzoni di “Breach”, in uscita il 10 ottobre, ha voluto “calarsi maggiormente nelle canzoni, usando il più possibile la prima persona. Mi sono trovato molto più a mio agio a iniziare le frasi dicendo ‘Io’… Anche se in tutte le mie canzoni sono coinvolto a qualche livello, non voglio dire bugie, e in questo disco non volevo inventare storie. Non volevo essere interessante, ma soprattutto onesto. Comunque ritengo che sia un disco piuttosto ottimista. Per questo si intitola così, perché è come se aprisse una specie di breccia”.
Dal momento che ormai non si fa un disco senza “ospitate” illustri, anche i Wallflowers si sono adeguati, e nell’album, prodotto da Michael Penn, compaiono Elvis Costello, Frank Black dei Pixies e Mike Campbell (degli Heartbreakers di Tom Petty). “A un certo punto ti trovi a fare sparate del tipo: ‘Dovremmo proprio chiamare Elvis Costello’, e ti aspetti che qualcuno ti risponda: ‘No, non si può fare’. Invece, sorprendentemente, la cosa viene presa sul serio", spiega Dylan.
Dal momento che ormai non si fa un disco senza “ospitate” illustri, anche i Wallflowers si sono adeguati, e nell’album, prodotto da Michael Penn, compaiono Elvis Costello, Frank Black dei Pixies e Mike Campbell (degli Heartbreakers di Tom Petty). “A un certo punto ti trovi a fare sparate del tipo: ‘Dovremmo proprio chiamare Elvis Costello’, e ti aspetti che qualcuno ti risponda: ‘No, non si può fare’. Invece, sorprendentemente, la cosa viene presa sul serio", spiega Dylan.