Concerti, Ligabue, Campovolo 2.0: 'Vent'anni di rock, praticamente sotto casa'

Concerti, Ligabue, Campovolo 2.0: 'Vent'anni di rock, praticamente sotto casa'

Aeroporto di Reggio Emilia, dentro l'Osteria dell'Aviatore. Il prato di Campovolo è lì, appena fuori. Era il 10 settembre del 2005 quando Luciano Ligabue abbracciò in un solo concerto 180.000 persone, salendo su quattro palchi diversi e raggiungendo perfino un record, quello europeo per il maggior numero di spettatori paganti per un singolo artista. Il prossimo 16 luglio il rocker di Correggio riporterà in vita quella notte con Campovolo 2.0, un appuntamento al quale stavolta prenderanno parte 100.

000 persone. Nello spazio, oltre al palco (unico, a differenza della prima edizione, con un fronte di ben 80 metri, e sovrastato da un megaschermo di 600 metri quadri), sarà installato anche un LigaVillage che ospiterà stand di ristorazione, sport, giochi e intrattenimento, oltre che mostre fotografiche, proiezioni cinematografiche, stand dedicati alla solidarietà, all'ecologia e al merchandising.
"Questo è un luogo con cui abbiamo sempre avuto grande confidenza, quando passo qui venendo da Correggio ci penso sempre. Sono stati gli U2 ad aprirci gli occhi quando sono venuti a suonare qui e ci hanno ispirato a creare questa festa a casa nostra, alla quale partecipano tutti quelli che hanno fatto parte della mia vita negli ultimi 20 anni", esordisce Ligabue, camicia a quadri e viso abbronzato, "Sul palco con me ci saranno i Clandestino, probabilmente anche Mauro Pagani, oltre alla mia band ovviamente. L'obiettivo è quello di riportare in vita i nostri ricordi, di ricordarci ancora una volta quanto è bello stare insieme sul palco e condividere questa sensazione con il pubblico".
Durante l'edizione del 2005, nonostante il grandissimo successo, non era mancata anche qualche polemica, che aveva portato una parte del pubblico ad abbandonare il concerto prima della fine. Claudio Maioli, il manager di Luciano, stavolta ci tiene a rassicurare tutti sulla riuscita del live: "Nel 2005 c'era stato un problema per qualcuno a causa della gestione dei volumi delle casse, c'era chi le sentiva a 110 decibel e chi a 70. Inoltre abbiamo avuto qualche piccolo ingorgo agli ingressi, soprattutto a causa della pioggia e della melma accumulatasi il giorno prima. A concerto in corso abbiamo aperto l'ingresso anche ad altre 3.000 persone che non avevano il biglietto per questioni di ordine pubblico, d'accordo col questore, e queste sono state sicuramente le più penalizzate. Era normale che non sentissero bene, perché erano fuori dal raggio delle casse. Stavolta invece sarà tutto diverso: ci sarà un solo palco fatto ad anfiteatro e l'audio andrà bene, nessuno resterà deluso".
"Io non sono un buongustaio, mi piace suonare dovunque: negli stadi, nei teatri e in luoghi come Campovolo", prosegue Ligabue, "So che la performance è diversa. Non so più cosa inventarmi, oltre a fare concerti: vi dico solo che non riesco a smettere di suonare". Qualcuno ad un certo punto, quasi a bruciapelo, gli chiede perfino un pronostico sul prossimo derby tra la sua Inter e il Milan. "Vincerà il Milan senz'altro", risponde con scaramanzia. E con chi vuole sapere chi gli farà da spalla il 16 di luglio fa altrettanto: "Bob Dylan non sarebbe male", dice Luciano.
Ferdinando Salzano, capo di F&P, porta invece alla luce un dato un po' in controtendenza rispetto all'industria della musicale di oggi. "Lo dico con orgoglio: Ligabue ha avuto un incremento del 30 per cento nei concerti dell'anno scorso, nonostante la recente crisi della musica live confermata anche negli Stati Uniti. Oggi evidentemente i grandi avvenimenti resistono ancora".
Infine qualcuno ricorda all'artista di "Certe notti" che nel 2005, durante il live, gli erano entrati pure i ladri in casa. "Lo rifaccio perché mi piacciono le sfide, o perché mi piacciono le sfighe. Questo non lo so, cercherò di capirlo. E' vero che mi hanno rubato in casa, ma anche che mi hanno restituito tutto. E' vero che a Campovolo qualcosa è andato storto, e per questo ho chiesto scusa, ma è anche vero che se riguardate le facce del pubblico durante `Urlando contro il cielo´ non potete pensare che sia andato tutto male, anzi. Io vivo qui, e sotto casa so di avere a disposizione questo spazio enorme, e quando ho voglia di suonare e fare una cosa speciale, in un momento in cui mi sento molto in forma, ho una gran voglia di farlo. E se dovessero tornare a rubarmi in casa, vorrà dire che stavolta installerò un sistema di allarme".

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