Credits: Alessandro Pallone
Nell’assordante vespaio suscitato dalla probabilmente malconsigliata (o viceversa ben congegnata, a seconda degli obiettivi) partecipazione di D’Alema al programma di Gianni Morandi "C’era un ragazzo", in onda giovedì 18 su RaiUno, riportiamo alcune dichiarazioni del cantante. Intervistato da "La Repubblica", Morandi dice: «Per la verità gli autori mi avevano messo in guardia. Mi hanno detto: attento. Ma io ho risposto che proprio non ne vedevo il motivo".
E invece qualcuno ha perfino insinuato che la cosa sia nata come richiesta, per non dire imposizione, dello stesso D'Alema in cerca di popolarità...
"Ma per carità, andiamo, vi pare possibile che farebbe una cosa del genere?". Come è andata veramente?
"Ci siamo conosciuti nel 1996 per una "Partita del cuore" tra politici e la nazionale cantanti. C'erano anche gli altri, Fini, Mastella, Veltroni. Ad un certo punto D'Alema fece un gran gol, e lo stavamo marcando io e Paolo Belli, così ci lasciò di sasso. Perfino Fini si alzò dalla panchina per applaudire. Un gol stupendo che mandarono in onda tutte le tv. Lui ci disse: credevate che fossi un polentone, eh? Ci scherzammo su tutta la partita. Poi ci siamo rivisti in estate a Gallipoli, grazie ad un comune amico. Si parlò molto di cose di famiglia, poi tirai fuori una chitarra e abbiamo cantato. Ho scoperto che a D'Alema piaceva la musica, che amava alcuni cantautori. Allora giorni fa pensai che fosse una buona idea invitarlo in trasmissione. Gliel'ho fatto chiedere da quello stesso comune amico che ci fece incontrare, poi non ho saputo più nulla fino a venerdì scorso. Ha trovato una mezz'ora di tempo ed è arrivato".
Non ha pensato che il ruolo politico di D'Alema potesse creare qualche problema?
"Assolutamente. L'ho invitato senza pensare a questo. Pensavo a lui come a un testimone di questi anni. Come ho fatto con Claudia Cardinale o Isabella Rossellini. In fondo condividiamo la stessa generazione. Non mi era mai successo di conoscere un presidente del Consiglio coetaneo, anzi più giovane di me. E poi non abbiamo toccato nessun tema politico. Abbiamo parlato di musica, della sua infanzia, in un colloquio molto informale".
A "La Stampa" Morandi anticipa la canzone che dedicherà al premier - curiosamente, il titolo sembra rivolgersi al colore adottato da Forza Italia... «So che gli piace la musica dei grandi cantautori, e che Paolo Conte è il suo preferito. Per questo ho pensato di cantare ''Azzurro'' con tutto il pubblico presente in studio, e di dedicargliela. Lui ha gradito molto, e ha ricordato una sua storia d'amore del 1968 legata proprio a questa canzone". D'Alema ha confidato alle telecamere la sua passione per Paolo Conte: "Mi piace perché è un uomo sdrucito e spigoloso. Mi ci ritrovo"».
E invece qualcuno ha perfino insinuato che la cosa sia nata come richiesta, per non dire imposizione, dello stesso D'Alema in cerca di popolarità...
"Ma per carità, andiamo, vi pare possibile che farebbe una cosa del genere?". Come è andata veramente?
"Ci siamo conosciuti nel 1996 per una "Partita del cuore" tra politici e la nazionale cantanti. C'erano anche gli altri, Fini, Mastella, Veltroni. Ad un certo punto D'Alema fece un gran gol, e lo stavamo marcando io e Paolo Belli, così ci lasciò di sasso. Perfino Fini si alzò dalla panchina per applaudire. Un gol stupendo che mandarono in onda tutte le tv. Lui ci disse: credevate che fossi un polentone, eh? Ci scherzammo su tutta la partita. Poi ci siamo rivisti in estate a Gallipoli, grazie ad un comune amico. Si parlò molto di cose di famiglia, poi tirai fuori una chitarra e abbiamo cantato. Ho scoperto che a D'Alema piaceva la musica, che amava alcuni cantautori. Allora giorni fa pensai che fosse una buona idea invitarlo in trasmissione. Gliel'ho fatto chiedere da quello stesso comune amico che ci fece incontrare, poi non ho saputo più nulla fino a venerdì scorso. Ha trovato una mezz'ora di tempo ed è arrivato".
Non ha pensato che il ruolo politico di D'Alema potesse creare qualche problema?
"Assolutamente. L'ho invitato senza pensare a questo. Pensavo a lui come a un testimone di questi anni. Come ho fatto con Claudia Cardinale o Isabella Rossellini. In fondo condividiamo la stessa generazione. Non mi era mai successo di conoscere un presidente del Consiglio coetaneo, anzi più giovane di me. E poi non abbiamo toccato nessun tema politico. Abbiamo parlato di musica, della sua infanzia, in un colloquio molto informale".
A "La Stampa" Morandi anticipa la canzone che dedicherà al premier - curiosamente, il titolo sembra rivolgersi al colore adottato da Forza Italia... «So che gli piace la musica dei grandi cantautori, e che Paolo Conte è il suo preferito. Per questo ho pensato di cantare ''Azzurro'' con tutto il pubblico presente in studio, e di dedicargliela. Lui ha gradito molto, e ha ricordato una sua storia d'amore del 1968 legata proprio a questa canzone". D'Alema ha confidato alle telecamere la sua passione per Paolo Conte: "Mi piace perché è un uomo sdrucito e spigoloso. Mi ci ritrovo"».
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