Questa mattina (martedì 15 agosto), dopo aver pubblicato - vedi News - la notizia intitolata “Paul McCartney, una ‘nuova’ canzone dei Beatles”, avevamo qualcosa che ci ronzava nella memoria, ma non riuscivamo ad identificarlo. Poi una ricerca nel nostro archivio ci ha fatto ritrovare una notizia di qualche mese fa - precisamente del 29 aprile - che vi riportiamo integralmente:
I SFA remixano i Beatles! - Roba da non crederci: va bene la mania del remix, ma i Super Furry Animals hanno battuto qualsiasi record, finendo per remixare del materiale dei Beatles, in parte anche inedito. Al tutto è stata data la forma di un brano della durata di 18 minuti intitolato “Plastic beatle”, che verrà suonato durante una mostra di Peter Blake alla Tate Gallery di Liverpool. Il remix dei SFA non sarà l’unico pezzo di arte legato in qualche modo alla musica, in quell’occasione, perché la mostra, che chiuderà i battenti a marzo del prossimo anno, è esposta anche l’opera che segna il debutto dell’ex-Take That Robbie Williams nelle arti visive, con un bel collage di Elvis! Parlando ai microfoni di Radio BBC1 di questa insolita esperienza, il tastierista della band, Cian, ha detto che l’occasione di remixare i Beatles si è presentata al gruppo dopo aver incontrato Sir Paul McCartney ai recenti Brit Awards. A lui i SFA avevano offerto i propri servigi in veste di remixers, per essere poi chiamati e messi alle prese con qualcosa di ben più grande di loro. «Alcune canzoni sono talmente belle che non hai davvero voglia di metterci le mani sopra», ha infatti detto Cian, «sono o non sono i Beatles?».
Ora, dunque, siamo in grado di ricostruire i fatti con precisione. Furono i Super Furry Animals, incontrando Paul McCartney alla serata di premiazione dei Brit Awards, a dirsi disponibili per realizzare dei remix; evidentemente McCartney li prese in parola, tanto che non tardò a mettersi in contatto con loro. In origine, il pezzo lavorato dai SFA sarebbe dovuto essere un lungo collage di 20 minuti, intitolato appunto “Plastic Beatle”, che metteva insieme outtakes delle session per “Eleanor Rigby” e suoni registrati da McCartney andando in giro per Liverpool con un DAT. Poi, evidentemente, la faccenda ha preso anche un’altra direzione; e il risultato è il singolo - un esperimento di “psychedelic dub” - del quale sir Paul ha parlato qualche ora fa.
Si tratta dunque di materiale più recente di quanto era parso di capire in un primo momento (le session di “Eleanor Rigby” datano 28 e 29 aprile, 6 giugno 1966) o addirittura recentissimo (i campioni sonori raccolti da McCartney con il DAT). Il brano durerà circa tre minuti e mezzo, si intitolerà “Free now”, e potrebbe rassomigliare a cose beatlesiane come “You know my name (look up the number)”, curioso brano uscito come lato B di “Let it be” nel 1970. Il brano sarà incluso in un album che si intitolerà “Sounds from Liverpool”, che uscirà proprio in concomitanza con la mostra “About Collage” di Peter Blake (il grafico e pittore autore della copertina di “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”).
I SFA remixano i Beatles! - Roba da non crederci: va bene la mania del remix, ma i Super Furry Animals hanno battuto qualsiasi record, finendo per remixare del materiale dei Beatles, in parte anche inedito. Al tutto è stata data la forma di un brano della durata di 18 minuti intitolato “Plastic beatle”, che verrà suonato durante una mostra di Peter Blake alla Tate Gallery di Liverpool. Il remix dei SFA non sarà l’unico pezzo di arte legato in qualche modo alla musica, in quell’occasione, perché la mostra, che chiuderà i battenti a marzo del prossimo anno, è esposta anche l’opera che segna il debutto dell’ex-Take That Robbie Williams nelle arti visive, con un bel collage di Elvis! Parlando ai microfoni di Radio BBC1 di questa insolita esperienza, il tastierista della band, Cian, ha detto che l’occasione di remixare i Beatles si è presentata al gruppo dopo aver incontrato Sir Paul McCartney ai recenti Brit Awards. A lui i SFA avevano offerto i propri servigi in veste di remixers, per essere poi chiamati e messi alle prese con qualcosa di ben più grande di loro. «Alcune canzoni sono talmente belle che non hai davvero voglia di metterci le mani sopra», ha infatti detto Cian, «sono o non sono i Beatles?».
Ora, dunque, siamo in grado di ricostruire i fatti con precisione. Furono i Super Furry Animals, incontrando Paul McCartney alla serata di premiazione dei Brit Awards, a dirsi disponibili per realizzare dei remix; evidentemente McCartney li prese in parola, tanto che non tardò a mettersi in contatto con loro. In origine, il pezzo lavorato dai SFA sarebbe dovuto essere un lungo collage di 20 minuti, intitolato appunto “Plastic Beatle”, che metteva insieme outtakes delle session per “Eleanor Rigby” e suoni registrati da McCartney andando in giro per Liverpool con un DAT. Poi, evidentemente, la faccenda ha preso anche un’altra direzione; e il risultato è il singolo - un esperimento di “psychedelic dub” - del quale sir Paul ha parlato qualche ora fa.
Si tratta dunque di materiale più recente di quanto era parso di capire in un primo momento (le session di “Eleanor Rigby” datano 28 e 29 aprile, 6 giugno 1966) o addirittura recentissimo (i campioni sonori raccolti da McCartney con il DAT). Il brano durerà circa tre minuti e mezzo, si intitolerà “Free now”, e potrebbe rassomigliare a cose beatlesiane come “You know my name (look up the number)”, curioso brano uscito come lato B di “Let it be” nel 1970. Il brano sarà incluso in un album che si intitolerà “Sounds from Liverpool”, che uscirà proprio in concomitanza con la mostra “About Collage” di Peter Blake (il grafico e pittore autore della copertina di “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”).
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