Aucan presentano 'Black rainbow': 'La nostra è musica europea'

Aucan presentano 'Black rainbow': 'La nostra è musica europea'

 

Il loro album d'esordio “Black rainbow” è stato pubblicato lo scorso 8 febbraio da La Tempesta (nella sezione International), forse l'etichetta più attiva e attenta in questo momento in Italia. Ma per gli Aucan accasarsi con la label di Tre Allegri Ragazzi Morti, Le Luci della Centrale Elettrica e Teatro Degli Orrori è stata una tappa conquistata dopo tanto sudore lasciato sui palchi di tutta Europa, calpestati in grandi quantità dopo gli ottimi riscontri del loro precedente EP “Dna”, dato alle stampe con l'etichetta francese Africantape (che ancora li segue fuori dai confini nazionali).

Il loro sound è un incontro tra dubstep, trip-hop, sfumature math-rock e breakbeat, insomma una miscela che in Italia non sono in molti a creare. “In effetti suoniamo più in Europa che in Italia, ma questo per noi non è un problema, anzi. Fondamentalmente ci definiamo europei: crediamo che ormai a livello musicale la grossa distinzione si debba fare tra Europa e Stati Uniti più che tra Francia, Italia o Inghilterra” hanno affermato Dario Dassenno (batteria), Francesco D’Abbraccio (chitarra, synth, effetti) e Giovanni Ferliga (synth, voce, chitarra e sampler) a Rockol prima della loro tappa al Magnet di Berlino. .

I tre ragazzi bresciani, che per alcuni anni hanno vissuto a Padova prima di tornare nella città d'origine, ci raccontano un po' come è nato il loro debutto sulla lunga distanza, che è stato prodotto artisticamente dallo stesso Ferliga: “Alcuni brani sono nati mentre eravamo ancora in tour per il nostro precedente EP. Poi li abbiamo rielaborati e stravolti in studio. Abbiamo lavorato prevalentemente a Padova, negli studi di Giulio Ragno Favero (One Dimensional Man, Teatro degli Orrori, ndr), con cui collaboriamo da diverso tempo e che ora è diventato il nostro manager. Alcuni pezzi li abbiamo invece composti in completo isolamento in un bosco del Trentino, in un paesino di 70 abitanti”. Il mood del disco è molto scuro, ma con squarci di luce che aprono le porte alla speranza. “In effetti è un album cupo, ma molto meno rispetto al passato o come pensavamo uscisse all'inizio. Il titolo “Black rainbow” rappresenta molto bene quello che sentiamo e che abbiamo voluto mettere in musica: anche nell'oscurità dei tempi in cui viviamo c'è sempre una speranza, un arcobaleno, un segno di rinascita pronto ad apparire dopo la tempesta”.





Come dicevamo, la loro musica ha fonti disparate: “Si, ascoltiamo di tutto e le fonti d'ispirazione sono molteplici, dal dubstep al rock, passando per Aphex Twin , un personaggio che riteniamo fondamentale non solo per noi, ma per l'intera musica elettronica europea”. I testi non sono forse la parte più importante della loro musica, ma gli Aucan ne sottolineano il grande rilievo: “I testi li scrivo io – afferma Giovanni – sono spesso evocativi e riferiti ad immagini che mi restano impresse in testa. Uno dei fattori d'ispirazione è stato ad esempio il film “The road” di John Hillcoat, quelle immagini oscure e l'atmosfera di desolazione post-apocalittica, ma anche quella sensazione di speranza che non si perde mai”.

Gli Aucan ci tengono poi a sottolineare il grande lavoro fatto da tutti coloro che lavorano al loro fianco: “Sia La Tempesta in Italia che Africantape in Europa e le varie agenzie di booking stanno facendo un lavoro incredibile e ci stanno facendo fare il salto di qualità. Stiamo tornando in città dove abbiamo suonato tempo fa davanti a 20 persone ed ora i locali sono pieni come ad esempio a Varsavia, in Francia e nella stessa Berlino. In più ci stiamo togliendo soddisfazioni enormi come quella di essere in copertina su Noise Mag, una bibbia per la musica alternativa francese”.

“Black rainbow”, i live e la promozione stanno portando a risultati davvero positivi per la band: “Le nostre edizioni per l'Italia sono appena state acquistate da Universal e questa è una grandissima soddisfazione, così come il tour statunitense che faremo il prossimo autunno. Il lavoro comincia a dare i suoi frutti”. La macchina nera degli Aucan ha appena iniziato il suo viaggio sull'arcobaleno: a tutta velocità.

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