Credits: Sebastiano Tomà / Concessione in uso a Rockol
Intervista di Marinella Vengoni sulla “Stampa” a Tonino Carotone, che ha iniziato la sua breve tournée italiana esibendosi a Genova, nell’ambito del Goa Boa Festival. Un periodo fortunato per Antonio De La Cuesta, ma sicuramente stancante: “Il mio disco ‘Mondo difficile’ esce in sette nazioni, e già con le due che mi impegnano ora, Italia e Spagna, esco pazzo: figuriamoci da settembre....Il futuro è sempre incerto, ma è certo di lavoro”. Nello scambio di battute, viene svelata qualche curiosità su questo personaggio misterioso, un trentenne finito anche in galera per obiezione di coscienza. E a proposito della sua esperienza in carcere Carotone confessa di aver scelto proprio tra le pareti di una cella il suo pseudonimo: “Be’, stavo là dentro e sognavo. Mi è venuto in mente il ‘Carotone’: Tonino sono già di mio, in spagnolo ‘cara dura’ vuol dire faccia tosta, e poi c’era la mia passione per Carosone’. Legame diretto con l’Italia, in realtà, nessuno: “Niente, né per famiglia né per amici, che mi sono fatto da poco. Però da piccoli, alla radio, quelli della mia generazione ascoltavano le vostre canzoni per l’estate, molto romantiche. Dopo ‘Azzurro’ ho voluto conoscere brani meno famosi di Celentano, penso al ‘Pastore Serafino’; ho scoperto una forma differente di intendere l’amore, ho sentito l’amore latino. Con l’inglese non ci vado, io: quando li sento cantare, non capisco niente”.
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