Donatella Bardi: la ristampa in CD di 'A puddara è un vulcano'

La voce di Donatella Bardi torna a farsi sentire grazie alla ristampa del primo e unico disco della cantante milanese, “A puddara è un vulcano”, uscito nel ’74 per la Elektra Records, i cui materiali sono stati rimasterizzati dalla Btf, su licenza Warner, con il consenso del fratello di Donatella, Lucio Bardi, che della sorella vuole “lasciare il ricordo di tutto ciò che di bello e positivo ha lasciato dietro di sé”.
Lucio Bardi spiega che fu l’allora direttore artistico della WEA, Pier Tacchini, a cercare Donatella Bardi per proporle la pubblicazione di un album.

La realizzazione dell’lp avvenne con il sostegno e la collaborazione di validi musicisti e amici: Gianfranco Gagliardi (tastierista e compositore di alcuni brani dell’album), Paolo Donnarumma (produttore artistico, bassista e anch’egli compositore di alcune canzoni del disco), Antonello Vitale (batterista e autore di tutti i testi delle canzoni) e il fratello Lucio Bardi, chitarrista, allora giovanissimo (aveva 16 anni). “A puddara è un vulcano” è un lavoro composito ed eclettico, poiché raccoglie tre brani scritti interamente da Donatella (“Regina in quest’età”, “Cioccolata con panna”, “No”) esplicitamente ispirati al folk americano e inglese con cui era cresciuta, ma anche un brano di Antonello Vitale e del poeta siciliano MIchele Montagnese, che riecheggia la canzone popolare siciliana (la canzone che intitola il disco, il cui testo è recitato in dialetto  dal padre di Donatella, il pittore Mario Bardi) e risente nei suoni dell’influenza di Paolo Donnarumma, allora teso alla ricerca di un suono “naturale”. Il tutto racchiuso in una copertina dal gusto prog-rock, ideata dal pittore Lorenzo Mazza. Il legame professionale e sentimentale con .Alberto Camerini (con cui Donatella ed Eugenio Finardi crearono, ancora adolescenti, il gruppo Il Pacco) è ricordato nel libretto allegato al disco, ricco di immagini e testimonianze. Camerini racconta: “Ho conosciuto Donatella quando aveva 14 anni, amava il rock, la chitarra elettrica, era una ribelle… Iniziò a cantare insieme a me, una voce bellissima, sovrumana. Era unanimemente considerata un portento, una fuoriclasse. Tutti i produttori che incontravamo, appena la sentivano cantare, volevano produrla”. Il disco, tuttavia, non ottenne i risultati commerciali sperati. Dopo svariate collaborazioni con altri artisti milanesi (la voce della Bardi è fra l’altro in parecchi dischi di Claudio Rocchi, ma anche in album di Finardi, Equipe 84, Loy e Altomare e Alberto Camerini) la Bardi uscì di scena dedicandosi alla vita familiare; ricomparve brevemente all’inizio degli anni Novanta, ancora collaborando con Claudio Rocchi, prima dell’improvvisa morte avvenuta nel dicembre del 1999.

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