Jessica Simpson: una pop singer giovane, sexy e... casta

Giovane, carina e sexy, la diciannovenne Jessica Simpson, ennesima reginetta del pop americano, ha presentato alla stampa il suo album di debutto, “Sweet kisses”, svelando un lato di sé a dire il vero inaspettato, quello della fede. La Simpson è infatti figlia di un ministro della chiesa battista di Dallas, Texas. E’ lì che ha cominciato a cantare quando aveva 5 anni, unica bianca in un coro di neri, ed è poi cresciuta nel circuito della musica cristiana con il rigore morale che questo impone. “Ma presto" - racconta Jessica - "fui criticata per il mio aspetto troppo sexy rispetto alla musica che cantavo. Ne rimasi ferita, perché a mio parere si può essere sexy e allo stesso tempo una persona di fede. Perciò decisi di andare in un’altra direzione, senza comunque perdere la mia fede ma raggiungendo un altro tipo di pubblico”. Anche nel suo album, la Simpson ha voluto esprimere le sue convinzioni cristiane, di castità e di devozione, unite ad un animo romantico che emerge soprattutto in ballate come il singolo “I wanna love you forever” (firmato da Sam Watters dei Color Me Badd e co-prodotto da Louis Biancanella, collaboratore di Mariah Carey) o “Heart of innocence”, entrambi che parlano dell’uomo della vita, del “principe azzurro”, al quale si promette l’amore per sempre. Ma nelle sue canzoni la Simpson parla anche di altri temi, addirittura la morte, argomento che viene affrontato in “Where you are”, con spiritualità e positività. Contenuti in primo piano, dunque, e una filosofia ben chiara: “La musica deve far viaggiare, per mondi ed emozioni; questo è ciò che la rende grandiosa ed è per questo che sono felice di fare parte di questa magia”.
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