Credits: Marina Mazzoli / Concessione in uso a Rockol
Il leader del gruppo inglese, in un’intervista con il sito "Wall of Sound", ha spiegato che quando i suoi compagni hanno sentito uno dei brani dell’ultimo "Bloodflowers", ovvero "Maybe someday" ("No, non lo farò più, non voglio fingere: se non può essere più come prima, devo lasciare che finisca"), hanno capito subito a cosa alludeva. "Sono ammutoliti di colpo. E’ il nostro canto del cigno... Per tutta la mia vita adulta ho vissuto coi Cure. Ora voglio fare qualcosa di diverso. Non è facile, pensare che non lo farò più". Comunque, il gruppo "probabilmente suonerà in un paio di pezzi sul mio disco solista. Vorrei cominciare ad inciderlo a settembre, con gente che ho conosciuto in tutti questi anni. Così, per vedere cosa succede". Sempre a proposito del debutto solista, Smith suggerisce di non dare troppa importanza a "There is no if", eseguita in perfetta solitudine, e da molti indicata come rivelatrice del suo nuovo percorso musicale. "In realtà le canzoni che ho scartato da ‘Bloodflowers’ per il mio album non le somigliano per niente". Comunque, il cantante lascia aperto uno spiraglio per i Cure. "Se fra anni deciderò di fare qualcos’altro col nome The Cure, lo farò. Si possono bruciare i ponti, ma si possono sempre ricostruire".
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