Credits: Alessandro Pallone / Concessione in uso a Rockol
Domenica, nel tempio parigino della musica, l’Oympia, lo chansonnier italiano Gian Maria Testa ha suonato con Noa, in un concerto che ci viene raccontato sulla "Stampa" da Marco Neirotti. "Alle 8 di sera, davanti all’Olympia, si radunavano gli spettatori. Molti facevano parte della comunità ebraica parigina. E se alcuni già conoscevano Testa (habitué ormai del teatro) altri l’hanno scoperto in aprile e sono venuti, dicevano ieri, a gustarlo meglio (...) Applaudono, anche a scena aperta, alcuni si alzano. Si cominciano a intrecciare i due artisti davanti al pubblico (...) I due opposti hanno lo stesso dialogo con un unico pubblico - un’Olympia al completo per la terza volta in due mesi - che alla musica chiede, e da ambedue qui ottiene, qualcosa per la propria vita: il piacere dell’ascolto, il confronto con l’internazionalità e un apparente minimalismo che attraversa la platea facendo ciascuno più simile al vicino". A margine della recensione dello spettacolo due brevi scambi di battute con i due protagonisti, chiamati a esprimere un parere l’uno sull’altra. Di Testa, Noa dice: "Che ha una dote molto speciale, quella di saper provare sentimenti intensi di fronte alla quotidianità e di sapere restituire quei sentimenti attraverso una parola altrettanto intensa e forte". Di Noa, Testa dice: "Sono affascinato. Non soltanto dalla voce e dalla presenza scenica straordinarie, ma anche dal livello di professionalità".
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