Credits: Sebastiano Tomà / Concessione in uso a Rockol
Prendendo spunto dal debutto del suo tour mondiale previsto oggi a Brema, in Germania, il “Corriere della sera” si occupa di Tom Jones, con un articolo firmato da Andrea Laffranchi: “…parte il tour mondiale che, al momento, non prevede date in Italia. Nonostante le 150 mila copie di “Reload” e le 50 mila di “Sex bomb” (fra i primi 20 dall'inizio di gennaio) lo abbiano riportato in classifica dove mancava dal numero uno di «Delilah» del 1968. Nonostante il successo sia rimbalzato dalle radio, dove a febbraio era il secondo brano più trasmesso, alle reti musicali - Mtv lo passa 4-5 volte al giorno - alle discoteche. Nonostante ora ci sia la consacrazione della tv che, da “Passaparola” (Canale 5) a “Libero” (Raidue), lo usa come colonna sonora di sigle, stacchi e balletti. I ragazzi della Mtv generation lo adorano anche se non erano ancora nati quando lui era un mito della canzone. «Come molti artisti che hanno duettato con me nel disco … Sono soddisfatto, anche perché non ho avuto lamentele dai vecchi fan. All'inizio credevo che il disco fosse trascinato dal duetto coi Cardigans in "Burning down the house", ma in "Sex bomb" la sola voce è la mia. Mousse T., che ha scritto il brano, suona le tastiere». Aggiunge: «Non puoi prendere in giro i ragazzi. Se cerchi di essere qualcosa che non sei, se ne accorgono». Il segreto per mantenere intatte le corde vocali, spiega, è «bere molta acqua e tenersi un umidificatore in camera». Fumo, alcol e altri vizi da rockstar? «Ho smesso con le sigarette. Mi concedo un sigaro cubano con un cognac dopo cena. Anni fa bevevo un paio di drink prima di salire sul palco. Eliminati: non cantavo così bene come quando sono sobrio». In Italia la sua ultima esibizione dal vivo è un ricordo sbiadito. Viareggio, «La Bussola», 1968. Poi basta. «I promoter non hanno mai depositato le garanzie economiche richieste. So che gli italiani in America apprezzano il mio modo di cantare: siete un Paese che ama le grandi voci». E fra i suoi preferiti cita Pavarotti: «E' ancora il migliore. Non come Bocelli che non ha quella potenza». Finito il tour, si getterà sul nuovo album dove ci sarà anche una canzone scritta da Paul McCartney. «Negli anni '60 mi aveva proposto "The long and winding road". Rifiutai l'offerta perché non potevo ritardare l'uscita di un disco. L'anno scorso ci siamo incontrati e gli ho ricordato l'episodio. Mi ha mandato un'altra canzone, ma non è andata sull'album perché questa volta era lui a non avere tempo per incidere. Si chiama "I can't wait" e racconta di un uomo che esce dalla prigione e non vede l'ora di riabbracciare la donna che ama. Sarà sul prossimo album e, se lui vorrà, duetteremo».
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