Credits: Roberta Tagliaferri / Concessione in uso a Rockol
I Cure sono attualmente impegnati nel loro “Dream Tour 2000” che dall’Europa approda a maggio negli Usa. E il frontman della band, Robert Smith, è tornato a chiarire il senso di una sua precedente dichiarazione, secondo cui "Bloodflowers” sarebbe stato l’ideale completamento di una trilogia comprendente "Pornography" del 1982 e "Disintegration” del 1989. "Non è stato corretto da parte mia fare questa affermazione. Quando ho fatto 'Pornography' o 'Disintegration' non le pensavo certo parte di una trilogia; e poi 'Bloodflowers' è un album che sta in piedi da solo. Può piacere anche se non si sa nulla dei due precedenti" ha spiegato Smith, che prosegue: "Penso di averlo detto perché nel gruppo avevo bisogno che gli altri comprendessero il senso di quello che volevo fare. Nella mia testa c’era una trilogia sì, ma solo a livello di emozioni, di sonorità. Avendo in mente questo riferimento abbiamo lavorato davvero bene. Ma concretamente 'Bloodflowers' è un album che ha vita propria".
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