Uscirà il prossimo 23 maggio, per la Columbia/Legacy, una raccolta di tre
dischi con canzoni di Johnny Cash. Il titolo della raccolta sarà "Love, God
& murder" e ogni disco affronterà uno di questi tre temi classici del
repertorio di Cash, attraverso i suoi brani. Per ogni disco, inoltre, sono
state scritte alcune note di commento, curate, tra gli altri, dal regista
Quentin Tarantino e dal leader degli U2 Bono.
Tarantino - c'era da aspettarselo - ha scritto le note per la raccolta "Murder", che include tra gli altri i brani "Delia's gone", "Cocaine blues", "Folsom prison blues"; la moglie di Cash, June Carter Cash, si è occupata di commentare la raccolta "Love", mentre Bono si è dedicato alle canzoni filosofico-religiose incluse nel disco "God", con classici di Cash e del gospel come "Why me, Lord", "Swing low, sweet chariot", e "What on earth will you do (for heaven's sake)".
I tre dischi saranno acquistabili insieme o separatamente e includono alcune tracce rare e alcuni commenti alle canzoni scritti dallo stesso Cash. L’ammirazione di Bono e degli U2 per il leggendario cantante, in lotta contro una malattia degenerativa del sistema nervoso, era nota e testimoniata da diversi brani ("Elvis ate America" o "The wanderer", fatta cantare allo stesso Cash); le note realizzate da Tarantino sono il suo primo sforzo come scrittore dopo la sceneggiatura di "Pulp fiction", di cui è stato co-autore. Tarantino, come Bono un ammiratore di Cash – e non a caso ne ha usato "Tennessee stud" nella colonna sonora di "Jackie Brown" -, scrive nelle sue note a "Murder": «In un paese che pensa di essere diviso per questioni di razza e che è invece diviso per ragioni di censo, le canzoni di Johnny Cash, che parlano della vita nella campagna di provincia e della violenza che la percorre, vanno dritte al cuore del sottoproletariato americano. Mi sono spesso domandato se i rapper si accorgono di quanto è minima la differenza tra i loro racconti della vita nel ghetto e i racconti di Johnny Cash della vita di campagna e dei suoi soprusi. Non lo so, ma quello che so di sicuro e che Johnny Cash lo sa».
Tarantino - c'era da aspettarselo - ha scritto le note per la raccolta "Murder", che include tra gli altri i brani "Delia's gone", "Cocaine blues", "Folsom prison blues"; la moglie di Cash, June Carter Cash, si è occupata di commentare la raccolta "Love", mentre Bono si è dedicato alle canzoni filosofico-religiose incluse nel disco "God", con classici di Cash e del gospel come "Why me, Lord", "Swing low, sweet chariot", e "What on earth will you do (for heaven's sake)".
I tre dischi saranno acquistabili insieme o separatamente e includono alcune tracce rare e alcuni commenti alle canzoni scritti dallo stesso Cash. L’ammirazione di Bono e degli U2 per il leggendario cantante, in lotta contro una malattia degenerativa del sistema nervoso, era nota e testimoniata da diversi brani ("Elvis ate America" o "The wanderer", fatta cantare allo stesso Cash); le note realizzate da Tarantino sono il suo primo sforzo come scrittore dopo la sceneggiatura di "Pulp fiction", di cui è stato co-autore. Tarantino, come Bono un ammiratore di Cash – e non a caso ne ha usato "Tennessee stud" nella colonna sonora di "Jackie Brown" -, scrive nelle sue note a "Murder": «In un paese che pensa di essere diviso per questioni di razza e che è invece diviso per ragioni di censo, le canzoni di Johnny Cash, che parlano della vita nella campagna di provincia e della violenza che la percorre, vanno dritte al cuore del sottoproletariato americano. Mi sono spesso domandato se i rapper si accorgono di quanto è minima la differenza tra i loro racconti della vita nel ghetto e i racconti di Johnny Cash della vita di campagna e dei suoi soprusi. Non lo so, ma quello che so di sicuro e che Johnny Cash lo sa».
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