Bryan Ferry: «Erano meglio gli anni ‘30»

Sul "Corriere della Sera", articolo su Bryan Ferry, che «dopo un'assenza di 5 anni, tornerà a esibirsi in Italia (oggi a Venezia, domani a Milano).

Insoddisfatto della leggerezza delle canzoni odierne, Ferry ha rispolverato i brani che hanno segnato l'inizio del pop e ha proposto, a un pubblico giovane che forse non aveva avuto modo di conoscerli, i capolavori di George Gershwin, Irving Berlin, Cole Porter. Tanto che dalla stampa inglese è stato soprannominato il Sinatra dei nostri giorni. (.) "Quella di Sinatra è un'eredità impegnativa: di certo non ho la sua voce ma per lui nutro un'ammirazione infinita. E poi sono forse l'unico che oggigiorno si sente a proprio agio in smoking! Scherzi a parte, non ho mai smesso di comporre e di sperimentare con generi nuovi, ma la musica del passato ha un altro spessore e mi ha sempre attratto. Gli anni '30 furono un po' l'era d'oro della canzone, piena di talenti enormi. C'erano persone che scrivevano i testi, altre che componevano le melodie e infine l'artista che interpretava il tutto. Ne uscivano vere opere d'arte. C'è da dire inoltre che queste erano canzoni per la maggior parte scritte per Broadway o per Hollywood: avevano mete ben precise e un pubblico sofisticato. Oggi è tutto diretto a Mtv (.) Quello che dispiace è sentire che sta diventando tutto uguale. Gli Oasis, per esempio, sembrano un misto tra Beatles e Rolling Stones. E' inevitabile che l'ispirazione arrivi dal proprio bagaglio culturale, ma i motivi degli anni '30 hanno una freschezza, un'onestà, una direttezza tutta loro. Prendiamo un brano come "Falling in love again" o "Love me or leave me". Non sono mai passati di moda, eppure hanno più di mezzo secolo di vita. Un fenomeno che probabilmente non vedremo mai più». Comunque l’ex leader dei Roxy Music non trascura la musica attuale: «Mi piace molto Beck. Mi sembra che stia facendo qualcosa di diverso. E i Radiohead: il loro chitarrista sta lavorando con me a un nuovo album. Seguo ovviamente anche le band che si appoggiano a Brian Eno, mio vecchio compagno dei Roxy Music: David Bowie, gli U2». .

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