Sanremo: Bindi, Baudo e Gorbaciov

Sale la temperatura intorno al festival di Sanremo. Il "Corriere della Sera" segnala il «Nuovo cambiamento nella giuria dei 10 saggi che contribuirà a decidere l'esito del festival. Dopo la "espulsione" dei rappresentanti delle radio private accusati dai discografici di "conflitto di interessi", ieri il cantautore Umberto Bindi ha sostituito Riccardo Pandolfi, conduttore di Radiorai, che "ha attualmente un contratto a termine con la Rai la cui natura, non consente altri incarichi". E sul palco dell'Ariston diventa presentatrice (insieme a semplici cittadini) anche suor Germana. Mentre Pupo sarà protagonista con Fazio di una telepromozione. Martedì nella serata di inaugurazione Radio Popolare organizza a Milano e manda in onda "Extrafestival": senegalesi, filippini, marocchini, sudamericani ma anche italiani interpreteranno i classici della canzonetta».
Su "La Stampa", Simonetta Robiony intervista Pippo Baudo, che dice: «Sanremo è stato per anni una messa solenne. Può darsi che in tempi di scristianizzazione il gioco di Fazio a spiazzare abbia un senso. I ruoli si confondono, le regole cambiano, la politica fibrilla, la destra e la sinistra sbiadiscono, la confusione regna. Sanremo è il termometro di questo stato di cose. (...) Quando leggo che Fazio non sa niente delle canzoni in gara mi corre un brivido per la schiena. Se non tiri fuori uno o due motivetti da Sanremo, il festival è fallito. Io me li andavo a scegliere uno per uno i cantanti, per essere sicuro che la musica nel festival avesse la sua parte". E cita il caso di Giorgia cui impose, nel suo studio di Prati, a Roma, di cambiare canzone e farlo in fretta se voleva partecipare. Di Bocelli accettato, nonostante la cecità, tra lo stupore dei genitori del cantante che gli confessarono di non esser mai riusciti prima a portarlo al festival. Di Elio e le Storie Tese scelti per vivacizzare con il loro sarcasmo una rassegna troppo banale. "A Sanremo ci puoi pure mettere la Oxa e Cannelle, la Valeria Mazza e la Ferilli, la Koll e la Falchi per giocare sulla rivalità tra la bionda e la bruna. Ci puoi pure portare un comico, stando attento, però, che non capiti come con Grillo che, quando finiva la sua ‘tirata’, il pubblico in sala si alzava e se andava infischiandosene di ciò che c'era sul palco, come se lo spettacolo fosse terminato. Ma la vera grande emozione la regalano solo i cantanti". A lei, per esempio, chi l'ha data? "Madonna, assai più alla mano di quanto venga descritta. E Whitney Houston, la sola cui ho chiesto un bis"».
Su "La Repubblica", intervista a Gorbaciov, che svela che inizialmente aveva detto no a Sanremo: «Sono già pieno di impegni fino al prossimo gennaio e francamente non volevo partecipare a una manifestazione canora qualsiasi. Non avevo neanche ben capito di che cosa si trattasse. Ho pensato che la mia partecipazione non fosse proprio necessaria. Poi alcuni amici mi hanno spiegato la sostanza dell'invito. E ho capito che è una tradizione, un avvenimento culturale non solo italiano ma più in generale europeo. Che è un'occasione d'incontro non solo per cantanti e gente di spettacolo ma per tutti quelli che amano la musica, le canzoni di successo, popolari. Se non fosse stato così, me ne sarei ben guardato. (...) Non sono un intenditore, non conosco le tendenze. Ma quando la musica mi piace, mi piace tutto, le canzoni e le romanze, da qualche tempo anche la musica classica. Nel '90 mi capitò di ascoltare per la prima volta la quinta sinfonia di Mahler diretta da Abbado. Mi fece una grande impressione, la sentii subito così vicina alla mia anima, alle mie ansie».
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