Sanremo: tutti gli articoli

Impazza Sanremo, naturalmente. Cronache liguri su tutti i quotidiani. Sul "Corriere della Sera" lo spazio maggiore è riservato ad un servizio di Ranieri Polese in cui viene intervistata Ines Sastre. "Domani sera, quando uscirò sul palco del Teatro Ariston, spero che a guardarmi in televisione ci sia anche Antonioni", è l'attacco dell'articolo di Polese. Il quale, poi, continua così: "Tornata in Italia per Sanremo, Ines Sastre non può non ripensare al regista che nel '94-'95 la diresse in un episodio di Al di là delle nuvole. 'Per me non era solo lavorare con uno dei massimi cineasti mondiali, era anche tornare sullo schermo: avevo cominciato a 13 anni, con Carlos Saura. Ma Antonioni mi ha fatto ritrovare il cinema, il grande cinema'". A Polese la conduttrice che affiancherà Fazio rivela anche che una delle prime telefonate fatte, appena arrivata a Sanremo, è stata quella a Raffaella Carrà. "Le ho chiesto consigli, lei mi ha detto di non badare alle stupide polemiche sulle vallette italiane", dice Sastre.
Di spalla, note "tecniche" firmate da Mario Luzzatto Fegiz. "Sala stampa già gremita e prima prova generale aperta dei 16 big in gara (Gianni Morandi e gli Avion Travel sono stati ieri i più applauditi) che vedremo domani sera su Raiuno", scrive il critico del Corsera nell'introduzione ai capitoletti in cui è diviso il suo pezzo. Sotto "auricolari" troviamo ad esempio un interessante appunto di Fegiz, il quale scrive: "Molti artisti avranno un aspetto curioso: per la prima volta sono stati distribuiti auricolari-monitor a tutti i cantanti. Un sistema efficace per andare a tempo con l'orchestra, ma non molto gradito a livello estetico". Sotto "look" l'avvertenza che "le star faranno bene ad adeguare il look a una scenografia dominata da un affresco del Tiepolo ingrandito e da una maestosa scala di marmo: consigliabili smoking alla Riccardo Fogli per i maschi, abitoo lungo da sera per le signore. Magliette ed eccentricità sono assolutamente fuori posto". Sotto "costi" la rivelazione che "la Rai ha rivelato che questo festival costa tre miliardi meno del precedente. Il più caro della storia, ha detto Maffucci, è stato quello del 1990 organizzato da Aragozzini. E, in un "boxino" centrale, il "Così in gara": Alice, "Il giorno dell'indipendenza"; Bersani, "Replay"; Consoli, "In bianco e nero"; D'Alessio, "Non dirgli mai"; Gazzè, "Il timido ubriaco"; Grandi, "La tua ragazza sempre"; Masini, "Raccontami di te"; Bazar, "Brivido caldo"; Mietta, "Fare l'amore"; Minghi, Nava, "Futuro come te"; Morandi, "Innamorato"; Avion Travel, "Sentimento"; Spagna, "Con il tuo nome"; Subsonica, "Tutti i miei sbagli"; Tozzi, "Un'altra vita"; Trovato, "Gechi e vampiri".
Su "Il Messaggero" il richiamo festivaliero è in prima pagina: "Spogliarmi? Forse per Woody Allen", è il "richiamo" all'intervista a pagina 23, in cui Aldo De Luca parla con "la rampolla dell'alta borghesia di Madrid". Sastre si trova bene in Italia: mangia spaghetti, impazzisce per la pasta, adora il nostro Paese. E preferisce Paolo Conte. Anche a De Luca la modella ed attrice spagnola dice che ama molto Raffaella Carrà, al punto che ad un certo punto le squilla il telefonino ed è "Raffa" in persona "che vuol fare gli auguri alla sua amichetta". Quindi il richiamo alla prima pagina. "Non ha mai girato una scena nuda: sì è sempre rifiutata. Sogna un film con Woody Allen. E se fosse Woody a chiederle di spogliarsi? 'Ci penserei…'", riporta il giornalista. Di fianco, Marco Molendini accenna alle polemiche per "Jubilee 2000" e per il "festival ulivista" di cui Rockol ha riferito ieri, quindi scrive che "l'Ariston è stato confezionato con cura" e che "Gerardina Trovato è irriconoscibile (capelli lunghi, un bel po' di chili in meno)". Oltre la cronaca spicciola, più interessante l'appunto in cui il giornalista afferma che "tutti tendono a puntare su canzoni tipicamente festivaliere, cioè di facile orecchiabilità, che ti si appiccicano addosso e rendono il massimo nel breve spazio del festival. Non sfugge a questa regola Morandi con Innamorato, scritta da Eros Ramazzotti, brano melodicamente retorico (…), non sfuggono Minghi e Nava". Ancora su "Il Messaggero", Paola Pisa ci informa che saranno Armani e Valentino a vestire la conduttrice, anche se "sarà con i modelli del sarto roomano che Ines premierà i vincitori".
Su "La Stampa", l'inviato Marinella Venegoni costruisce il suo pezzo per capitoletti, come del resto ha fatto Fegiz, per evitare l'effetto "pastone". Tra i più gustosi, quello di chiusura, intitolato "fronte comunale". Scrive Venegoni: "Il sindaco Bottini è malato. Bissolotti assessore al Turismo s'è detto fiero: 'Sono il primo assessore che si fa 5 festival di seguito: e pure a piede libero'". Da notare che la giornalista riporta che "i comodi superospiti italiani" si beccherebbero un cachet "che si aggira sui 100 milioni per 10-15 minuti di miniconcerto". Saccà, direttore di Raiuno, non conferma né smentisce e dice: "Li paghiamo molto meno di quello che vorrebbe il mercato".
Enorme lo spazio riservato da "la Repubblica" alla kermesse rivierasca: un inserto centrale da otto pagine, in cui viene compendiamo tutto quanto c'è da sapere, da un giudizio di Gino Castaldo su ognuna delle 16 canzoni al programma completo serata per serata, dal "festival diviso in decadi" ad un pezzo di Michele Serra, via passando per la cronistoria sanremese in un lungo servizio ancora firmato da Castaldo. "Il Giorno" invece sposta la cronaca dal festival addirittura a pagina tre, col programma giorno per giorno a far la parte del leone (dal quale estrapoliamo quello relativo agli ospiti stranieri: lunedì Eurythmics, Hevia e Lene Marlin; martedì Aqua, Oasis e Tina Turner; mercoledì pausa; giovedì Goran Bregovic, Noa, Robbie Williams; venerdì Enrique Iglesias e Youssou N'Dour; sabato Sting, Tom Jones e, ancora in forse, Bono) e servizi di Piero Degli Antoni (polemica Cei-Jubilee 2000 e pezzo centrale), Marco Mangiarotti (divertente articolo sul ridimensionamento della misura fallica del cavallo della scenografia dell'Ariston, e Fabio & Teo) ed Andrea Spinelli (in cui, tra le altre cose, si riporta "l'ira di Tozzi", il quale "maldigerisce la formula dei superospiti italiani").
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