Ha ventitré anni e fino all'altro ieri era semplicemente Pino, uno dei
cinque Ragazzi Italiani. Poi ha deciso di lasciare il gruppo e di tentare la
carriera solista, presentandosi al pubblico come Pino Beccaria. Una rottura,
quella con la boy-band italiana, che è avvenuta non senza tensioni. «Tra di
noi non sono rimasti buoni rapporti,» ammette Pino, che prosegue: «me ne
sono andato perché non mi piaceva come eravamo gestiti, perché non mi andava
di fare sempre le stesse cose e sentivo il bisogno, musicalmente, di
crescere. Un'esigenza che gli altri non sembrano aver compreso». Per il suo
album di debutto - atteso per fine marzo - Pino ha scelto di circondarsi di
un team di produttori che vede in testa Riccardo Sinigallia e Federico
Zampaglione dei Tiromancino, coadiuvati da Francesco Valente ed Emiliano Di
Meo, «un'équipe incredibile che si è occupata dei testi e della ritmica
anche se anch'io ho dato il mio contributo con due brani interamente
miei».
Per il momento, è in programmazione sulle radio il singolo "Fotosintesi clorofilliana", «una canzone che parla d'amore, quello che è capace di trasformare le persone» ma tra i brani che saranno inseriti nell'album c'è anche una cover di "Fragole buone buone" di Luca Carboni, «una canzone che, per come l'ho sempre interpretata io, parla di droga ed è per questo che l' ho scelta, dedicandola idealmente a quegli amici di borgata che dalla tossicodipendenza non sono usciti». Pino, che dice di sentirsi cresciuto «grazie alle delusioni che ho dovuto affrontare in questi mesi», considera questo suo primo album solista come «un disco di transizione, perché non ho ancora chiaro dove voglio arrivare. Anche i miei gusti musicali stanno cambiando: ora ascolto molto brit-pop e della scena italiana mi piacciono molto gli Scisma e Moltheni, anche se la mia grande passione rimane Raf». E se Sanremo, per il momento, gli ha detto di no («meglio così, avrei dovuto gareggiare con i Big e non me la sentivo») Pino Beccaria si dice «troppo preso» dai suoi progetti musicali per lanciarsi in altre avventure artistiche, magari sul grande schermo. «Ho recitato nel film di Giorgio Panariello, "Bagnomaria", ma ora quello che più conta per me è riuscire al meglio in quello che sto facendo».
Per il momento, è in programmazione sulle radio il singolo "Fotosintesi clorofilliana", «una canzone che parla d'amore, quello che è capace di trasformare le persone» ma tra i brani che saranno inseriti nell'album c'è anche una cover di "Fragole buone buone" di Luca Carboni, «una canzone che, per come l'ho sempre interpretata io, parla di droga ed è per questo che l' ho scelta, dedicandola idealmente a quegli amici di borgata che dalla tossicodipendenza non sono usciti». Pino, che dice di sentirsi cresciuto «grazie alle delusioni che ho dovuto affrontare in questi mesi», considera questo suo primo album solista come «un disco di transizione, perché non ho ancora chiaro dove voglio arrivare. Anche i miei gusti musicali stanno cambiando: ora ascolto molto brit-pop e della scena italiana mi piacciono molto gli Scisma e Moltheni, anche se la mia grande passione rimane Raf». E se Sanremo, per il momento, gli ha detto di no («meglio così, avrei dovuto gareggiare con i Big e non me la sentivo») Pino Beccaria si dice «troppo preso» dai suoi progetti musicali per lanciarsi in altre avventure artistiche, magari sul grande schermo. «Ho recitato nel film di Giorgio Panariello, "Bagnomaria", ma ora quello che più conta per me è riuscire al meglio in quello che sto facendo».
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