Tina Turner ha presentato ieri a Parigi "Twenty Four Seven", il suo nuovo disco in uscita lunedì prossimo. Secondo "La Repubblica" la star si è presentata «davanti a centinaia di microfoni e telecamere, appoggiata a un alto sgabello, il seno praticamente nudo, non sfacciato, ma grande e morbido come il suo sorriso. Alle dieci di sera è apparsa al piccolo Buddha Bar, vicino alla Concordia, strizzata in un mini abito rosso - col suo gruppo e tre ballerini che la accompagnavano - per cantare quattro brani del nuovo album. Quest'anno, a fine novembre, Tina Turner compirà sessant'anni. E quest'anno giura che il tour negli stadi (prima data Zurigo il 30 giugno 2000: perché l'Italia non è ancora in lista?) sarà l'ultimo della sua carriera. "L'ultimo "big stadium rock tour". Ho voglia di cose più piccole, di luoghi più intimi. Ma verrò anche in Italia, non so ancora quando" (sarà ospite della Carrà il 6 novembre e a "Domenica in" il 7. Sono in corso trattative per Sanremo). "Twenty Four Seven", non ancora uscito, è già disco d'oro in Gran Bretagna e di platino in Germania. È l'"effetto Metro", il gruppo di produttori che ha rilanciato la carriera di Cher con "Believe"? "Il singolo, "When the heartache is over", è opera loro. Ma credo che il disco mi calzi alla perfezione. Tutti gli autori hanno scritto per me canzoni molto femminili nelle quali mi riconosco"». Secondo "La Stampa" nel disco Tina «si conferma antenata speciale di tutte le numerose ragazze pop-gospel-soul di questi tempi. Il disco in parte si confonde con le perfette marmellate sonore che vanno per la maggiore, ma in un crescendo la voce si fa poi energica e aggressiva, e cattura come nel brano che dà il titolo all’album e in una bella "I will be there" dei Bee Gees. C’è un cameuzzo di Bryan Adams e la canzone scelta come traino, "When the heartache is over", è prodotta dagli stessi che hanno restituito a Cher la fama giovanile di "Believe". "Questo è un disco per le donne. Oggi le donne sono indipendenti, stanno anche bene con se stesse e hanno più possibilità di emergere che non ai tempi dei miei genitori: loro, a 60 anni, erano molto diversi da me. Vi sembro una di 60 anni, io? Lavoro, mi sento bene, cerco di cogliere tutte le nuove opportunità e non bado al tempo che passa"». Da notare che secondo il quotidiano torinese, al contrario di quanto sostiene l’inviata di "Repubblica", il seno di Tina non è grande e morbido come il suo sorriso, ma piccolo: «Il dentista le ha costruito un sorriso meraviglioso e perfetto (altro che la Oxa...), la parrucca è imitata ovunque, la pelle del viso è levigata come in una bimba di 10 anni; è da diciottenne poi il piccolo seno che occhieggia malizioso da un reggiseno nero sotto una maglietta trasparente. E le braghe? A vita alta: mica tutte possono permetterselo, quel modello». Gli inviati di sesso maschile, mandati dagli altri quotidiani, non si soffermano sul particolare.
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