Maria Laura Rodotà, penna pungente, sulla prima pagina della “Stampa” sbeffeggia i politici che hanno preso il vezzo di citare frasi di canzoni («citano citano
e sfiorano la gaffe. Oppure deprimono»): «Capita al congresso riminese dei Popolari, già un po’ triste di suo. Il candidato segretario Dario Franceschini declama “Voi che siete a Rimini tra i gelati e la bandiere”; a dirla tutta, De Andrè parlava di una certa Teresa che abortiva il figlio del bagnino; ma
forse era un’apertura all’ala più laica dei dalemiani, chissà. Un altro candidato, Pierluigi Castagnetti, motiva i delegati tacciandoli di “Vita da mediano”. Però Ligabue lamenta che “segna sempre poco, il pallone devi darlo a chi finalizza il gioco”. (…)Del resto, la storia dei rapporti politici-canzoni, da noi, è lunga e spesso imbarazzante. Comunque (…) il centrosinistra ha già la canzone per le prossime elezioni, cortesia dei sempre aitanti Pooh: “Dimmi di sì, senza promesse, senza studiare le prossime mosse”. Perlomeno, stavolta, lo slogan è onesto».
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