Credits: Olaf Heine
Da Londra, Giacomo Pellicciotti de "La Repubblica" racconta i «due sontuosi concerti-evento alla Royal Albert Hall, con più di 5000 spettatori a sera arrivati un po’ da tutto il mondo. Esattamente trent’anni e due giorni dopo l’unica performance storica, i Purple hanno deciso di riesumare l’esagerato, mastodontico "Concerto for group & orchestra" scritto dall’organista Jon Lord nel 1969 e registrato dal vivo proprio alla Royal Albert Hall. (...) Oggi è ancora la London Symphony Orchestra a dialogare con i Purple orfani di Blackmore, efficacemente sostituito alla chitarra dal giovane Steve Morse. (...) "La prima volta eravamo tutti scontenti del risultato, sia noi che i professori d’orchestra", racconta Ian Gillan. "Oggi va tutto molto meglio perché non siamo più sprovveduti giovani in cerca di fama ma persone normali con moglie e figli, che ci riuniamo solo per fare musica". (...) Dopo il troppo lungo e frastornante "Concerto for group & orchestra" restaurato (55 minuti), si scatenano finalmente i Deep Purple nel repertorio recente. Sembrano rinati a nuova vita e, quando nel gran finale vengono raggiunti da tutti i partecipanti per l’immancabile bis di "Smoke on the water", il pubblico estasiato balza in piedi (...)». Tra gli ospiti della serata, Ronnie James Dio; spettatore, George Harrison.
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